Il Gip di Castrovillari ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per Hassan Ali, 27 anni, pakistano. L'uomo è accusato di intermediazione illecita, caporalato ed estorsione, reati contestati nell'area di Amendolara, dove nel giugno 2026 quattro braccianti agricoli sono morti in un van incendiato.

Hassan Ali è fratello minore di Raza Ali, uno dei due pakistani arrestati per l'omicidio dei quattro braccianti. Nell'inchiesta sulla strage, Raza Ali è detenuto con Safeer Ahmed, accusati di aver bruciato vivi tre afgani e uno pakistano.

Hassan Ali è ritenuto estraneo alla strage di Amendolara; le contestazioni a suo carico riguardano solo lo sfruttamento del lavoro.

Accuse di caporalato e il ruolo contestato

Gli investigatori indicano Hassan Ali come uno dei caporali attivi ad Amendolara. Gli è attribuito un ruolo nella gestione e sfruttamento di lavoratori migranti nei campi, gestendo alloggi e trasporti a pagamento. Testimonianze di braccianti, incluso un sopravvissuto, sono nel fascicolo. Dopo la morte dei, Hassan Ali era fuggito all'estero. Al rientro in Italia, è stato fermato dalla Squadra mobile di Cosenza. Le contestazioni includono la continuazione delle pretese di denaro da altri lavoratori dopo l'arresto del fratello, a dimostrazione di continuità nello sfruttamento del lavoro e nell'estorsione.

I versamenti e il materiale sequestrato

Gli accertamenti riguardano pagamenti sospetti da braccianti extracomunitari: quattro versamenti del 12 giugno e due del 13 giugno. Durante la perquisizione della Squadra mobile di Cosenza, sono stati sequestrati documenti, telefoni cellulari e schede telefoniche, materiali utili alle indagini.

Il provvedimento del Gip, che convalida il fermo e dispone la custodia cautelare in carcere, giunge dopo l'udienza, confermando la serietà delle accuse mosse nei confronti di Hassan Ali.