Un incendio ha colpito la Kehlsteinhaus, il rifugio sulle Alpi bavaresi noto come “Nido dell’Aquila” e legato ad Adolf Hitler, a Berchtesgaden. La polizia ha fermato una persona sospetta dopo il rogo che ha interessato l’edificio. I vigili del fuoco hanno trovato la struttura “completamente in fiamme” nella serata del 23 ottobre 2026.
I primi soccorritori sono arrivati alle 21:52, constatando un incendio di vaste proporzioni. Non risultano feriti e le informazioni disponibili indicano che nessuno si trovava all’interno dell’edificio. La polizia ha comunicato il fermo di una persona sospetta, mentre le operazioni hanno riguardato il complesso situato sull’Obersalzberg, nell’area di Berchtesgaden.
La Kehlsteinhaus: storia e caratteristiche
La Kehlsteinhaus, a 1.834 metri di altitudine, è conosciuta a livello internazionale con il nome di “Eagle’s Nest”. L’edificio era utilizzato dalla dirigenza del nazionalsocialismo e sorgeva in una zona residenziale e governativa isolata, chiusa al pubblico durante il periodo nazista. La costruzione, posta sulla cima della montagna, era destinata all’uso esclusivo degli alti ufficiali nazisti.
Completato nel 1938, il complesso fu visitato da Adolf Hitler solo poche volte. Dal 1952 la Kehlsteinhaus è un rifugio di montagna. L’edificio viene collegato anche alla Kehlsteinstraße, strada oggi utilizzata esclusivamente dagli autobus, e a un ascensore dorato incastonato nella roccia, che consente di coprire gli ultimi circa 125 metri per raggiungere la struttura.
Miti e la mostra storica
La storia dell’edificio comprende una precisazione: la Kehlsteinhaus non fu un regalo per il cinquantesimo compleanno di Hitler nel 1939. Il sito è rimasto associato al nome “Nido dell’Aquila” anche per l’uso dell’immagine dell’edificio nei film di guerra americani. A differenza di altre dimore appartenenti a dignitari nazisti sull’Obersalzberg, la Kehlsteinhaus non subì danni durante gli attacchi alleati.
Una mostra storica allestita sulla terrazza soleggiata racconta la storia della Kehlsteinhaus.