Aosta, 2 ottobre 2026. Giuseppe Argirò, ex amministratore delegato di CVA, è tra gli indagati nell'inchiesta per corruzione condotta dalla procura di Palermo. Coinvolti nel procedimento: Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, imprenditori e professionisti. L'indagine si concentra sulla commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali.
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio delle funzioni. Richiesti arresti domiciliari per otto indagati e divieto di dimora per uno.
Il GIP si pronuncerà dopo gli interrogatori preventivi.
I protagonisti dell'inchiesta
I nove indagati includono Marco Malacarne Gentile, direttore generale di CVA Eos, e Giuseppe Argirò, ex amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque. L'inchiesta di Palermo verte su presunte irregolarità nelle autorizzazioni ambientali.
Coinvolti anche Benedetta Costanzo, gli imprenditori Luigi Zancla, Mario Lupo, Sergio Vella, e l'avvocato Pierluigi Matta. Al centro dell'indagine l'avvocato e politico Gaetano Armao. Le accuse riguardano condotte corruttive legate alle autorizzazioni ambientali.
Perquisizioni e la difesa di Argirò
L'operazione ha visto perquisizioni e sequestri. Per Giuseppe Argirò, perquisita l'abitazione a Milano e sequestrato il cellulare.
Richiesta una misura cautelare. L'avvocata Sabrina Franzone, che assiste Argirò, ha richiamato alla prudenza: non ha ricevuto gli atti e non conosce le contestazioni.
L'avvocata Franzone ha specificato: "Sulle misure cautelari occorre usare prudenza, perché non sappiamo quale provvedimento sia stato richiesto. È fondamentale attendere gli atti per valutare appieno la situazione."