Nuove e significative richieste di estensione del contraddittorio sono state presentate davanti al gip di Perugia, nell'ambito di un'udienza cruciale convocata per esaminare la richiesta di distruzione di intercettazioni. Queste captazioni, di particolare rilevanza, sono state eseguite nelle sale colloqui del carcere del capoluogo umbro e riguardano comunicazioni private tra alcuni avvocati e i loro clienti. È emerso con chiarezza che tali registrazioni coinvolgono anche persone estranee all'indagine principale: quella a carico di una penalista accusata di concorso in un giro di droga, indagine per la quale le intercettazioni erano state originariamente autorizzate, ma che ora sollevano questioni di legittimità e privacy.
Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione finale sull'istanza presentata, la quale tocca in modo specifico la posizione di un avvocato che rappresenta diverse delle parti coinvolte. L'udienza, inizialmente fissata per il 2 ottobre 2026 e destinata a valutare l'eliminazione definitiva delle captazioni, è stata rinviata. Il rinvio si è reso necessario a causa di un precedente e concomitante impegno del gip in un altro processo. Il procedimento giudiziario si concentra ora, pertanto, sulla delicata questione della partecipazione all'udienza e sulle precise modalità con cui dovranno essere gestite le registrazioni, che sono state indicate come non utilizzabili ai fini del procedimento penale.
La richiesta della difesa e le garanzie
L'avvocato Alessandro Cannevale, difensore della penalista indagata, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha sottolineato di aver “chiesto da tempo la copia delle registrazioni non autorizzate”. Questa richiesta è motivata dalla necessità impellente di esercitare pienamente tutti i diritti collegati alla presunta violazione di legge denunciata. Il legale ha inoltre argomentato con forza che l'esame approfondito di queste registrazioni e il conseguente diritto di ottenerne copia dovrebbero essere estesi non solo alla sua assistita, ma anche agli altri avvocati e ai detenuti direttamente interessati. L'obiettivo primario è consentire a tutti i soggetti coinvolti di assumere le determinazioni più opportune e strategiche, sia per la difesa nei procedimenti in cui i dati sarebbero stati captati, sia per la tutela dei propri diritti personali e della propria sfera privata.
Cannevale ha specificato che le copie ottenute dovrebbero essere impiegate esclusivamente per l'esercizio di tali diritti fondamentali. Una volta completato questo passaggio essenziale, la difesa della penalista indagata non ha espresso alcuna obiezione alla successiva distruzione delle registrazioni originali. Queste ultime, infatti, sono state categoricamente definite inutilizzabili nel procedimento giudiziario in corso. La richiesta attualmente all'esame del gip comprende, quindi, una duplice istanza: sia la possibilità di accesso al materiale da parte di tutti i soggetti coinvolti, sia la successiva e definitiva eliminazione degli originali per salvaguardare la legalità e la privacy.
Le garanzie per il difensore nel codice di procedura penale
L'articolo 103 del codice di procedura penale riveste un ruolo fondamentale, disciplinando le garanzie di libertà del difensore. Il testo vigente, in applicazione dal 25 agosto 2024 e modificato dalla legge 9 agosto 2024 n. 114, stabilisce in modo chiaro che non è consentita l’intercettazione relativa a convers.