Un uomo di 30 anni, residente in provincia di Brescia, è stato denunciato per diffamazione aggravata e vilipendio alle istituzioni. La misura è scattata dopo la pubblicazione di un commento offensivo sulla pagina Facebook della Questura di Brescia. Gli investigatori della Digos lo hanno individuato durante l'attività di monitoraggio online, analizzando il contenuto apparso sul profilo istituzionale. L'episodio sottolinea l'importanza della vigilanza sulle piattaforme digitali da parte delle forze dell'ordine.
La vicenda ha avuto inizio da un commento lasciato sotto un post della Questura datato 29 settembre.
Il post riguardava l'emissione di sei Daspo a carico di sostenitori dell'Union Brescia. Questi provvedimenti erano stati emessi in seguito a episodi avvenuti dopo la partita di Serie C contro il Treviso, disputata il 17 settembre allo stadio Rigamonti. In quell'occasione, i tifosi avrebbero tentato di assaltare il pullman degli ospiti con fumogeni e lanci di oggetti, generando disordini che hanno richiesto l'intervento delle autorità.
Gli accertamenti della Digos e la denuncia
Il commento in questione conteneva espressioni ritenute offensive e denigratorie verso le istituzioni, in particolare la Polizia di Stato e i suoi appartenenti. Dopo l'identificazione, il trentenne è stato convocato negli uffici della Digos e denunciato alla Procura di Brescia.
Il procedimento avviato riguarda le accuse di diffamazione aggravata e vilipendio alle istituzioni, scaturite dalla pubblicazione online del commento e dal suo contenuto, inserito in una discussione pubblica relativa a provvedimenti di ordine pubblico adottati nei confronti di sostenitori calcistici.
Il monito del questore sulla responsabilità online
Il questore di Brescia Paolo Sartori ha richiamato l'attenzione sull'uso dei social network e sulle responsabilità individuali. Ha sottolineato che "I social network non sono una zona franca" e che anche le condotte illecite online possono avere conseguenze giudiziarie. Il questore ha aggiunto che "questi spazi virtuali sono del tutto assimilati al contesto reale", ribadendo l'applicabilità della legge anche nel digitale.
Questo monito si inserisce nella vicenda del commento pubblicato sulla pagina Facebook della Questura e negli accertamenti che hanno portato alla denuncia del residente in provincia di Brescia, evidenziando la serietà con cui tali episodi sono trattati.