A Lamezia Terme, il 7 ottobre 2026, prosegue la protesta degli agricoltori in Calabria contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di produzione. Una lunga carovana di trattori si è spostata nella zona lametina, dove è in atto un blocco controllato dalle forze dell’ordine. Il corteo dei mezzi agricoli si posiziona sulla Statale 18, nel tratto compreso tra la rotatoria per l'ingresso dell'aeroporto e la bretella di collegamento con la Statale 280.

La mobilitazione, attiva da giorni in diverse località della regione, nasce dal profondo malcontento per l'escalation dei costi di produzione, in particolare il caro carburanti, che sta mettendo a serio rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole calabresi.

I manifestanti sottolineano come sia "sempre più difficile andare avanti" in questo scenario economico.

Il blocco strategico a Lamezia Terme

Il presidio a Lamezia Terme si concentra in un punto viario di cruciale importanza, collegato all'aeroporto di Lamezia Terme e alle principali direttrici che attraversano l'area centrale della Calabria. Nello specifico, il corteo di mezzi agricoli si posiziona sulla Statale 18, nel tratto compreso tra la rotatoria per l'ingresso dello scalo aeroportuale e la bretella di collegamento con la Statale 280.

Sei trattori sono presenti nell'area dello svincolo autostradale, in prossimità dell'aeroporto. Le forze dell'ordine stanno presidiando la zona per gestire le ripercussioni sulla circolazione, che sta registrando disagi significativi a causa della presenza dei mezzi agricoli.

Questo snodo collega l'autostrada A2, la viabilità diretta all'aeroporto e le principali arterie del Lametino, rendendo il blocco un punto nevralgico per il traffico locale e regionale.

La mobilitazione regionale degli agricoltori

La protesta degli agricoltori calabresi si inserisce in una più ampia mobilitazione che negli ultimi giorni ha interessato diversi centri della regione. Precedentemente al presidio di Lamezia Terme, iniziative simili si erano svolte nell'area di Vibo Marina. A Vibo Marina, la protesta aveva coinvolto anche autobotti e mezzi incolonnati, generando ripercussioni sulle attività di distribuzione e mostrando la determinazione dei manifestanti.

Il fulcro della mobilitazione rimane l'aumento insostenibile del costo dei carburanti e, più in generale, l'incremento dei costi di produzione che gravano sulle aziende agricole.

A Lamezia Terme, il presidio prosegue con i trattori strategicamente posizionati nell'area dello svincolo e con un costante controllo delle forze dell'ordine sulla viabilità circostante, in attesa di sviluppi.