ANCONA, 06 ottobre 2026 - L'avvocato Gioacchino Genchi, legale di Massimiliano Santini, ha commentato la revoca dell'immunità a Matteo Ricci, europarlamentare Pd, votata dal Parlamento europeo. La decisione si lega all'inchiesta della Procura di Pesaro su presunti affidamenti irregolari (2019-2024), con Ricci sindaco. Il voto, ha chiarito Genchi, concerne le prerogative parlamentari e l'acquisizione della corrispondenza dell'europarlamentare dalla magistratura.

Il legale ha distinto i piani parlamentare e investigativo. La decisione, ha affermato, "non è e non potrebbe essere un giudizio sul contenuto delle chat", né sulle responsabilità personali.

Ricci e Santini sono indagati per corruzione nell'inchiesta della Procura di Pesaro, che coinvolge 25 persone; indagini tuttora in corso.

La posizione del legale di Santini

Genchi ha sostenuto che le chat presenti nel cellulare di Santini sono identiche a quelle registrate nel dispositivo di Ricci. Ha collegato la questione alla natura delle garanzie parlamentari revocate, a tutela dell'istituzione, non dei singoli. Ha richiamato gli articoli 234 e 237 c.p.p. sulla produzione di corrispondenza.

Genchi ha suggerito che Matteo Ricci avrebbe potuto consegnare spontaneamente le chat al pubblico ministero, data la sua posizione sulla revoca. Il punto chiave resta la distinzione tra autorizzazione all'acquisizione della corrispondenza e valutazione del contenuto o delle responsabilità personali.

Il contesto del voto europeo

La commissione giuridica del Parlamento europeo aveva proposto la revoca dell'immunità di Matteo Ricci, escludendo nelle motivazioni il fumus persecutionis (intento persecutorio). La richiesta era stata trasmessa l'8 giugno dalla Procura di Pesaro.