Il presidente francese Emmanuel Macron si è recato a Trappes e La Verrière, nel dipartimento degli Yvelines, a circa trenta chilometri a sud di Parigi, sul luogo dell’attentato avvenuto la mattina del 23 ottobre 2026. L’Eliseo ha prontamente definito l’accaduto un «attentato terroristico razzista». La presenza del capo di Stato francese a Trappes è stata motivata dalla volontà di esprimere «la propria solidarietà a tutte le persone mobilitate» in seguito ai tragici fatti.
Durante la sua visita, la presidenza francese ha precisato che Macron ha incontrato il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, oltre ai soccorritori e ad alcuni abitanti della zona.
La sua presenza è una risposta diretta ai colpi d’arma da fuoco che hanno colpito passanti nelle due località degli Yvelines. Il luogo indicato dalla presidenza per la visita è Trappes, uno dei comuni interessati dalla sparatoria insieme a La Verrière.
La dinamica dell'attacco negli Yvelines
La sparatoria è iniziata intorno alle 10:30 del 23 ottobre 2026. Un uomo, a bordo della propria auto, ha aperto il fuoco contro passanti a Trappes e La Verrière. L’azione violenta è durata circa quindici minuti, provocando cinque vittime: un uomo di 26 anni è deceduto, mentre quattro persone sono rimaste ferite. Tra i feriti, una bambina di 12 anni è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Necker di Parigi.
Per tre dei feriti, le condizioni non risultano in pericolo di vita.
Il presunto autore dei colpi è stato fermato poco dopo l’attacco a Coignières, comune vicino ai luoghi della tragedia. Sébastien Lecornu ha confermato l’arresto e il successivo collocamento in garde à vue dell’uomo. All’interno del veicolo del sospettato, gli agenti hanno rinvenuto un pistolet-mitrailleur, bombolette lacrimogene e guanti. Il sospetto è stato identificato come Kevin T., di 39 anni.
L'inchiesta antiterrorismo e le aggravanti
Il Parquet national antiterroriste (PNAT) ha assunto la titolarità dell’inchiesta, sottolineando la gravità dei fatti. Il procedimento giudiziario è stato aperto per assassinio e tentativi di assassinio in relazione con un’impresa terroristica.
Un elemento cruciale dell’indagine è la possibile circostanza aggravante che i fatti siano stati commessi in ragione dell’appartenenza, vera o presunta, a una determinata razza, etnia, nazione o religione.
Le indagini sono state affidate congiuntamente alla sous-direction antiterroriste, alla direction générale de la sécurité intérieure e alla polizia giudiziaria. La qualificazione dei fatti come «attentato terroristico razzista», indicata dall’Eliseo, si inserisce pienamente in questo quadro investigativo, fornendo un contesto chiaro alla presenza del presidente sul luogo della tragedia.