Una vasta operazione di perquisizioni, condotta dalla Polizia di Stato a Milano e in diverse altre città, con una particolare concentrazione in Lombardia, è scattata in seguito alla scoperta di una chat sospetta. Questa conversazione digitale è stata rintracciata nei giorni scorsi dagli agenti della Questura di Monza sul telefono di uno dei giovani coinvolti nei recenti scontri avvenuti nel capoluogo lombardo durante il fine settimana precedente. Il nesso tra gli accertamenti in corso e la chat è chiaramente indicato nei provvedimenti notificati ai diretti interessati, delineando il quadro di un'indagine approfondita.
Gli accertamenti hanno coinvolto un gruppo eterogeneo di persone, tra cui numerosi studenti universitari e liceali. È emerso che tra i perquisiti vi sono anche diversi minorenni e, nella maggior parte dei casi, si tratta di individui incensurati, ovvero senza precedenti penali. L'elemento cardine che ha guidato l'intera attività investigativa e orientato i controlli, estesi sia a Milano che ad altre località lombarde, rimane la chat individuata dalla Questura di Monza, considerata cruciale per le indagini.
L'ampiezza dell'operazione e i contenuti della chat
L'operazione in corso si inserisce in un contesto più ampio di controlli condotti dalla Polizia di Stato, che ha eseguito oltre 150 perquisizioni.
Queste verifiche hanno interessato non solo Milano e Monza, ma anche una ventina di altre città italiane, con una marcata concentrazione degli interventi nel Nord del Paese e, in particolare, nella regione Lombardia. Questa distribuzione geografica conferma la centralità delle città lombarde nell'ambito dell'inchiesta.
Le perquisizioni domiciliari d'urgenza hanno avuto come destinatari principali studenti universitari, liceali, e in generale giovani e giovanissimi. La conversazione digitale al centro delle indagini è stata identificata come una chat WhatsApp, recuperata dal cellulare di un individuo già indagato per i disordini verificatisi nel fine settimana precedente. I messaggi contenuti in questa chat presentano elementi ritenuti minacciosi o, in alternativa, presunte indicazioni organizzative specificamente riferite a un corteo previsto per la giornata del 24 ottobre 2026, evidenziando la gravità delle informazioni intercettate.
Precedenti accertamenti e materiali sequestrati
Questa recente ondata di perquisizioni si colloca all'interno di una più ampia sequenza di accertamenti già condotti in precedenza. Le Digos, infatti, avevano già eseguito operazioni simili in 18 città italiane, tra cui località come Bergamo, Como, Bologna, Firenze, Bari, Genova, Napoli e Verona. In quella fase investigativa, le verifiche avevano interessato circa un centinaio di persone, tra le quali spiccava la presenza di 51 minorenni, a dimostrazione di un coinvolgimento giovanile diffuso.
Durante il corso di queste precedenti operazioni, gli investigatori avevano proceduto al sequestro di un significativo quantitativo di materiali. Tra gli oggetti rinvenuti e confiscati figurano coltelli, manganelli, munizioni, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio, una balestra e diverse taniche contenenti benzina.
Questi ritrovamenti sottolineano la natura e la potenziale pericolosità degli strumenti che si intendevano utilizzare, fornendo un quadro più completo delle intenzioni dietro i disordini e le manifestazioni.