Una massiccia adesione ha caratterizzato lo sciopero e la manifestazione degli studenti delle scuole superiori di Cagliari, tenutasi il 9 ottobre 2026. La protesta è stata organizzata per denunciare la persistente presenza di topi, blatte e persino vespe all'interno di diversi istituti scolastici dell’area metropolitana del capoluogo sardo. Il corteo ha preso il via dal parcheggio antistante le scuole di Terramaini, un'area che include l'istituto Pertini, rimasto aperto, e il Martini, quest'ultimo tra gli edifici dichiarati chiusi per interventi di derattizzazione, insieme al Ciusa e al Buccari.

Alla mobilitazione hanno partecipato attivamente anche istituti non direttamente interessati dalla problematica dei roditori o degli insetti, dimostrando solidarietà. Tra questi figurano il Convitto Nazionale, il Michelangelo e il Bacaredda. Gli studenti, determinati a ottenere risposte concrete, stanno valutando la possibilità di proseguire con ulteriori azioni di protesta nei giorni successivi. Un significativo striscione esposto durante la manifestazione recitava le frasi: “Vogliamo una scuola che istruisca” e “non che infetti”, accompagnate dalla richiesta di un intervento tempestivo da parte delle squadre del Centro antinsetti.

L'origine della protesta e le scuole coinvolte

La mobilitazione studentesca ha avuto origine e si è sviluppata a partire dalle scuole situate nella zona di Terramaini.

In particolare, la situazione critica è emersa nell’istituto Martini, nella sede di Monserrato in via Cabras, dove sono stati rinvenuti roditori in alcune aule e nei bagni. Alla protesta iniziale davanti a questa scuola si sono uniti anche gli studenti della sede centrale del Ciusa, in viale Ciusa, dove la segnalazione principale riguardava la presenza di blatte. L'adesione si è poi estesa, coinvolgendo ragazze e ragazzi degli istituti Scano, Foiso Fois e Buccari-Marconi, ampliando così il fronte della contestazione.

Pino Aquila, rappresentante del coordinamento regionale dei consigli di istituto, ha sottolineato come le numerose segnalazioni ricevute non riguardino solo le singole scuole, ma l'intera zona di Terramaini, un'area caratterizzata dalla vicinanza al fiumicello, al canale e al parco, elementi che potrebbero favorire la proliferazione di infestanti.

All'onda di protesta si sono aggiunti anche gli studenti dell'istituto Pertini, che hanno evidenziato un ulteriore disagio legato all'entrata e all'uscita da scuola dei pendolari, i cui orari spesso non si allineano con quelli del trasporto pubblico, creando difficoltà logistiche.

Situazione degli istituti e le richieste

Il quadro della protesta rivela una duplice situazione: da un lato, istituti come il Martini, il Ciusa e il Buccari sono stati costretti alla chiusura per permettere urgenti interventi di derattizzazione e disinfestazione. Dall'altro, diverse scuole hanno aderito alla manifestazione in segno di solidarietà, pur non essendo direttamente colpite dalle infestazioni. L'istituto Pertini, sebbene non chiuso, ha rappresentato un punto di ritrovo per l'inizio del corteo, evidenziando la sua partecipazione attiva alla mobilitazione generale. La richiesta unanime degli studenti è quella di garantire ambienti scolastici salubri e sicuri, essenziali per un'adeguata attività didattica.