La procuratrice aggiunta di Bologna, Morena Plazzi, si prepara a sentire nelle prossime settimane i responsabili dei reparti delle forze dell'ordine. Saranno ascoltati come persone informate sui fatti in relazione agli scontri avvenuti il 2 ottobre 2025 in viale Masini, a ridosso della stazione di Bologna. Durante quella manifestazione, una donna di 34 anni è stata colpita al volto da un lacrimogeno, perdendo un occhio. Questo passaggio è cruciale per l'inchiesta, avviata per ricostruire la dinamica del ferimento e chiarire le modalità d'impiego dei dispositivi usati nelle operazioni di ordine pubblico.
Il procedimento giudiziario, inizialmente qualificato come lesioni volontarie, è ora incentrato sull'ipotesi di lesioni colpose. La Procura sta completando l'acquisizione di tutto il materiale documentale e audiovisivo pertinente a quella giornata. Tra gli atti richiesti figurano ulteriori registrazioni della polizia scientifica, realizzate durante il corteo e gli scontri, e la documentazione sui reparti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza presenti a supporto della polizia.
L'inchiesta e le audizioni dei responsabili
Una volta completata la raccolta del materiale, le audizioni saranno svolte direttamente dalla Procura. L'obiettivo dell'attività istruttoria è ricostruire la gestione della piazza e l'utilizzo dei dispositivi di ordine pubblico nel momento del ferimento della donna.
I responsabili dei reparti presenti quel giorno saranno sentiti sui profili organizzativi e operativi della presenza delle forze dell'ordine in viale Masini.
Il fascicolo d'inchiesta si concentra su una manifestazione del 2 ottobre 2025, collegata ai cortei pro Palestina. La donna ferita, che aveva 33 anni al momento dell'episodio e 34 alla data del nuovo sviluppo investigativo, ha subito lesioni gravissime. Un punto cruciale dell'indagine è l'uso dei lacrimogeni. La Procura aveva già richiesto al Viminale delucidazioni sulle regole d'impiego di tali dispositivi nelle manifestazioni. La risposta giunta a Bologna ha evidenziato l'assenza di un documento scritto o di un manuale d'uso specifico per i fucili lancia-gas, con la dicitura esplicita: "nessun manuale d'uso". Questa mancanza di linee guida formali sull'utilizzo dei lacrimogeni sarà un elemento significativo da considerare nell'analisi delle dinamiche operative.