Il caso di Francesco Ancona, trovato morto a Mortara (Pavia) l'11 febbraio 1987, è stato riaperto dalla Procura di Pavia e ora è indagato come omicidio. Una nuova consulenza autoptica (2024) ha smentito l'iniziale ipotesi del suicidio, indicando una violenta aggressione. Due persone sono indagate, inclusa la moglie della vittima, per una morte archiviata per decenni.

Ancona, 48 anni, fu rinvenuto con il cranio fratturato sul ciglio stradale tra Mortara e Ceretto (Pavia). Le prime indagini ipotizzarono un suicidio per investimento da camion, mai identificato.

I tre figli, oggi parte offesa, avevano già espresso dubbi sul decesso.

La riapertura e la riesumazione

La svolta nel settembre 2024 è giunta con nuovi elementi emersi in un procedimento a carico della moglie. La Procura di Pavia ha disposto la riesumazione della salma a Castellammare del Golfo (Trapani). L'attività medico-legale ha rivelato che Ancona fu colpito più volte al capo con un corpo contundente, con tentativi di difesa e un'agonia di circa un'ora.

La perizia ha confermato l'assenza di depressione, invalidando la teoria del suicidio. Nei giorni precedenti la morte, Ancona avrebbe subito un tentativo di avvelenamento. Tracce di benzina su corpo e indumenti suggeriscono un fallito tentativo degli aggressori di disfarsi del cadavere.

Indagati e movente

L'indagine si concentra sulla moglie di Ancona e su un presunto sicario, entrambi residenti a Castellammare del Golfo. Gli inquirenti valutano il movente, ipotizzando una relazione extraconiugale della donna. Il caso, classificato per anni come suicidio, è ora esaminato come possibile omicidio volontario, rileggendo significativamente una vicenda irrisolta.