È un periodo di forte cambiamento per l’industria del gioco in Italia, un settore caratterizzato da un andamento differenziato tra i diversi segmenti. Dopo l’approvazione del disegno di legge di Bilancio 2027 da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta il 28 ottobre scorso, emergono importanti novità e nuove prospettive.

Il Governo italiano punta a ottenere circa 700 milioni di euro dal comparto del gioco per finanziare la manovra economica del 2027. Le stime contenute nel Documento Programmatico di Bilancio indicano, più precisamente, entrate per 718 milioni di euro nel 2027 e nel 2028, seguite da ulteriori 478 milioni nel 2029.

Le modalità per raggiungere questi obiettivi sono ancora da definire nel dettaglio. Tra le ipotesi figurano un aumento del Prelievo Erariale Unico (PREU) su slot e VLT e proroghe più onerose delle concessioni necessarie agli operatori per offrire i propri servizi. Il dibattito riguarda soprattutto il comparto terrestre, ma potrebbe coinvolgere, seppure in misura più limitata, anche il gioco online.

Aumento delle imposte e proroga delle concessioni per il gioco

Le cifre indicate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni trovano riscontro nelle stime contenute nel Documento Programmatico di Bilancio trasmesso a Bruxelles. Si tratta di un documento che riporta nero su bianco le previsioni economiche per i prossimi anni.

Le entrate attese dal settore dei giochi ammontano a 718 milioni di euro nel 2027 e nel 2028, per poi scendere a 478 milioni nel 2029.

Una parte consistente del gettito potrebbe arrivare dal comparto terrestre, secondo le prime ricostruzioni successive al Consiglio dei ministri. C'è un ulteriore elemento da considerare: le concessioni per apparecchi da intrattenimento, scommesse e bingo sono infatti in scadenza il 31 dicembre 2026. Il Governo valuta quindi una proroga triennale, fino al 31 dicembre 2029, a fronte del pagamento di nuovi corrispettivi economici.

Un'altra misura attualmente presa in considerazione riguarda il Prelievo Erariale Unico (PREU), con un possibile incremento di un punto percentuale delle aliquote applicate a entrambe le categorie di apparecchi.

Secondo le anticipazioni pubblicate da Agipronews, l'aliquota sulle slot passerebbe dal 24% al 25%, mentre quella sulle VLT salirebbe dall'8,6% al 9,6%. Nel complesso, le maggiori entrate stimate per questi interventi ammonterebbero a 315 milioni di euro.

Le possibili conseguenze per gli operatori e il gioco online

Il comparto terrestre del gioco attraversa una fase complessa e un ulteriore aumento della pressione fiscale potrebbe aggravare le difficoltà degli operatori. Secondo i dati ADM, nel secondo trimestre del 2026 i ricavi delle slot hanno registrato una flessione del 5,7%. Anche le entrate fiscali legate al gioco avrebbero risentito di questo andamento, con una riduzione di circa 200 milioni di euro nei primi otto mesi dell'anno, secondo le stime della Corte dei conti.

Quali potrebbero essere, invece, le conseguenze per il gioco online? Con il nuovo sistema concessorio, entrato in vigore nel novembre 2025, 46 operatori hanno ottenuto le licenze, versando 7 milioni di euro ciascuno. L'introduzione di ulteriori oneri fiscali potrebbe incidere sulla sostenibilità degli investimenti e sulla stabilità delle condizioni economiche previste dal nuovo sistema.

Gli operatori del settore e gli esperti dell'industria del gioco segnalano inoltre una serie di possibili rischi. Tra i principali figura la riduzione della competitività del mercato regolamentato. Un altro timore riguarda la possibile crescita del gioco illegale: margini più bassi per gli operatori autorizzati potrebbero tradursi in condizioni meno favorevoli per i giocatori, spingendo una parte degli utenti verso piattaforme non autorizzate.

Per il momento, gli interrogativi sono ancora numerosi. Il disegno di legge di Bilancio dovrà affrontare l'esame parlamentare prima che le misure possano completare il proprio iter legislativo. Solo dopo l'approvazione del testo definitivo e la sua pubblicazione sarà possibile stabilire quali interventi entreranno effettivamente in vigore e quale sarà la ripartizione del contributo richiesto al settore.