Un parroco di 56 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari a Corato, in provincia di Bari, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità. I gravi fatti contestati, che includono anche atti di violenza, si sarebbero verificati tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Avrebbero coinvolto un giovane, già parrocchiano del sacerdote fino all'anno precedente. La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura competente per il territorio.
L’inchiesta che ha portato all’arresto è scaturita dalla denuncia presentata dal giovane, il quale all’epoca dei fatti era già maggiorenne.
La persona offesa ha riferito di aver subito attenzioni e molestie sessuali da parte dell’indagato. Nel corso delle indagini della Squadra mobile di Bari, sono state raccolte le dichiarazioni di testimoni, persone a cui il giovane si era confidato, fornendo elementi utili alla ricostruzione degli eventi.
A ulteriore supporto del racconto della presunta vittima, gli accertamenti investigativi hanno incluso anche una serie di intercettazioni. Questi elementi, secondo la ricostruzione investigativa, hanno fornito un riscontro significativo alle accuse, rafforzando il quadro probatorio a carico dell'indagato e la fondatezza della denuncia.
Le indagini e il quadro accusatorio
Il provvedimento restrittivo, che ha condotto il sacerdote agli arresti domiciliari, lo vede formalmente indagato per violenza sessuale aggravata.
L’aggravante è legata all’abuso di autorità, un elemento che fa riferimento al ruolo di guida spirituale e alla posizione di fiducia ricoperta dal parroco nella comunità frequentata dal giovane. La nota della polizia, richiamata nell’informativa, ha sottolineato come le indagini si siano avvalse anche delle intercettazioni, collegando tali accertamenti alla posizione e all’autorità esercitata dal parroco sulle persone a lui affidate.
La richiesta della misura cautelare è stata avanzata dalla Procura e accolta dal gip del Tribunale di Trani, che ha valutato i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. La ricostruzione accusatoria colloca i fatti nel delicato contesto del rapporto tra il sacerdote e il giovane parrocchiano, il quale era già maggiorenne al momento degli eventi.
Il procedimento si trova nella fase cautelare e riguarda le condotte descritte nella denuncia e negli atti di indagine che hanno portato all'emissione del provvedimento.
Il Tribunale di Trani, con la sua sede in piazza Duomo 10, è l'ufficio giudiziario competente per il circondario in cui si sono verificati i fatti e dove è stata emessa la misura cautelare. Questa competenza territoriale assicura la corretta gestione del procedimento.