Le motivazioni della sentenza sul crollo del Ponte Morandi saranno depositate entro il 12 gennaio 2027. Il verdetto, emesso a metà luglio dal tribunale di Genova, ha condannato 32 dei 57 imputati nel processo per il tragico evento del 14 agosto 2018, con 43 vittime.
Tra i condannati spicca Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi, con la pena più alta in primo grado: 12 anni di reclusione. Segue Michele Donferri Mitelli, ex direttore alle manutenzioni, condannato a 11 anni.
Proroga per le motivazioni
Il presidente del collegio, Paolo Lepri, ha ottenuto dal presidente del Tribunale una proroga di 90 giorni per il deposito delle motivazioni.
Questo termine si aggiunge al limite ordinario di 90 giorni, portando il periodo complessivo a 180 giorni, come previsto per sentenze di particolare complessità.
La sentenza era stata pronunciata il 15 luglio 2026. Il deposito delle motivazioni, fissato entro il 12 gennaio 2027, si colloca nel periodo successivo alla proroga concessa.
Il procedimento e gli esiti
Il processo di primo grado si è concluso con 32 condanne su 57 imputati, riguardanti il crollo del Ponte Morandi a Genova il 14 agosto 2018. Il collegio era composto da Paolo Lepri (presidente), Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori.
Oltre 177 anni di carcere sono stati inflitti complessivamente. Il rinvio del deposito delle motivazioni non modifica l'iter processuale: le parti valuteranno le iniziative successive, inclusi i ricorsi, solo dopo aver letto le ragioni alla base delle condanne e delle assoluzioni.
Verso l'appello
La fase d'appello è strettamente legata alla disponibilità delle motivazioni della sentenza. Dopo il deposito, difese, procura e parti civili potranno esaminare il documento. Tale analisi sarà cruciale per definire strategie e ricorsi da presentare nel processo d'appello.