A Falerna, nel Lametino, in provincia di Catanzaro, lo svincolo dell'Autostrada A2 è stato bloccato da un presidio congiunto di autotrasportatori e agricoltori. La mobilitazione, che si protrae da giorni, ha raggiunto un punto di massima tensione, paralizzando il traffico e rendendo indispensabile l'adozione di percorsi alternativi per gli automobilisti. La situazione di blocco è stata segnalata il 18 ottobre 2026.

L'area dello svincolo di Falerna è interamente occupata dai mezzi dei manifestanti, rendendo impossibile il transito. Questa occupazione ha generato la formazione di due lunghe code, estendendosi lungo il tratto stradale che congiunge la Statale 18 di Falerna all'abitato di Nocera Terinese Marina, creando notevoli rallentamenti.

Per mitigare i disagi, è stata indicata una viabilità alternativa per chi viaggia in entrambe le direzioni: l'uscita consigliata è quella di Lamezia Terme, da cui è possibile proseguire lungo la Statale 18 per bypassare l'area interessata dal blocco e riprendere il proprio viaggio.

L'escalation della protesta e le ragioni della mobilitazione

La protesta, inizialmente promossa da autotrasportatori e agricoltori, ha visto un'escalation significativa e un'ampia adesione. Già il 17 ottobre 2026, la mobilitazione allo svincolo A2 di Falerna si era intensificata, con l'aggiunta al presidio di numerosi cittadini, diversi sindaci del territorio e intere famiglie. Questa partecipazione allargata sottolinea la crescente preoccupazione e il malcontento diffuso per le difficoltà economiche che affliggono diverse categorie sociali e produttive.

Al centro della contestazione vi è il rincaro di benzina e gasolio, una problematica che sta generando gravi conseguenze e difficoltà crescenti per le attività produttive, in particolare per il settore dell'autotrasporto e dell'agricoltura, e per le famiglie, già provate da un contesto economico complesso. I partecipanti alla mobilitazione chiedono con forza risposte concrete e una maggiore attenzione da parte delle istituzioni per affrontare l'emergenza legata all'aumento dei costi dei carburanti, che incide pesantemente sulla loro sostenibilità.

L'attesa per le comunicazioni ministeriali e il futuro del presidio

I manifestanti hanno dichiarato la loro ferma intenzione di proseguire il presidio, esprimendo una posizione chiara e determinata: "Siamo stanchi e preoccupati – sostengono – ma non ci fermeremo".

L'attenzione è ora interamente rivolta alle comunicazioni del ministro Salvini, attese per martedì 20 ottobre 2026. La continuazione dell'iniziativa è strettamente legata all'esito di queste dichiarazioni, che potrebbero delineare il futuro della protesta e le eventuali soluzioni alle problematiche urgenti sollevate dalle categorie in agitazione.