A Reggio Emilia, i carabinieri forestali hanno scoperto una vasta discarica abusiva, attiva in aree agricole comunali. L'operazione, resa nota il 16 ottobre 2026, ha portato all'indagine di dieci persone e una società per presunti reati ambientali. L'inchiesta è stata coordinata dalla Procura e condotta con il Nipaaf, Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale.

Le indagini, protrattesi per mesi con appostamenti, pedinamenti, rilievi e verifiche documentali, hanno rivelato lo sversamento quotidiano di rifiuti speciali privi di tracciabilità.

Questi materiali, provenienti da imprese edili e artigiane, includevano macerie da demolizione, sanitari, imballaggi, legno, plastica, metalli e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Le accuse e i soggetti coinvolti nell'inchiesta

Le ipotesi di reato contestate comprendono la gestione e il trasporto illecito di rifiuti, la creazione di una discarica abusiva e la combustione illecita. Per uno dei soggetti è stata contestata l'aggravante della recidiva. Tra gli indagati figurano legali rappresentanti di ditte individuali e società del settore edile, ritenuti coinvolti nelle condotte illecite.

Gli inquirenti hanno ricostruito un'attività illecita e continuativa che ha portato alla formazione di una discarica abusiva su terreni agricoli a Reggio Emilia.

Le aree, secondo le risultanze investigative, erano sistematicamente alimentate con massicci sversamenti di rifiuti speciali senza alcuna tracciabilità.

Gestione illecita: frantumazione, compattamento e roghi

La gestione della discarica abusiva prevedeva che gli indagati controllassero l'accesso e si occupassero della frantumazione e del compattamento dei rifiuti per creare spazio a nuovi conferimenti. In diverse circostanze, i materiali sarebbero stati dati alle fiamme per ridurne il volume, con un significativo rischio di emissione di fumi tossici nell'ambiente. Le verifiche hanno condotto alla contestazione di decine di condotte di abbandono e sversamento abusivo, oltre a numerosi trasporti illeciti di rifiuti speciali, eseguiti in assenza delle necessarie autorizzazioni e della dovuta documentazione.