Una vasta piantagione di marijuana, estesa per oltre due ettari e composta da 1.560 piante, è stata scoperta e sequestrata dalla Guardia di Finanza nelle campagne di Salcito, in provincia di Campobasso. L'operazione, che ha portato alla luce una delle più significative coltivazioni illecite nella regione, è stata condotta dagli uomini delle Fiamme Gialle del Comando provinciale di Campobasso e del Reparto Aeronavale Abruzzo. La scoperta è avvenuta in un'area particolarmente isolata, un bosco demaniale situato in prossimità del torrente Verrino.
Il terreno, che superava i due ettari di estensione, ospitava piante di cannabis indica disposte in filari ordinati e regolari, tutte in avanzato stato di fioritura e prossime alla raccolta.
La coltivazione era stata meticolosamente organizzata e dotata di un articolato ed esteso impianto di irrigazione, fondamentale per garantire un approvvigionamento idrico continuo e costante. Questa infrastruttura ha permesso alle piante di raggiungere una fase di sviluppo tale da renderle pronte per la "mietitura", come specificato dagli stessi finanzieri che hanno condotto l'intervento.
L'intervento delle Fiamme Gialle e il valore sul mercato
L'intervento della Guardia di Finanza è maturato nell'ambito delle attività di monitoraggio e controllo del territorio, volte a contrastare la produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. La presenza di filari ben definiti, lo stato avanzato di fioritura delle piante e l'efficiente sistema di irrigazione hanno evidenziato una notevole professionalità e organizzazione dietro l'illecita attività.
Il sequestro ha riguardato l'intera coltivazione individuata nell'area boschiva.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Campobasso, che coordina le indagini, tutte le piante di marijuana sono state distrutte immediatamente dopo il sequestro. Gli accertamenti sono attualmente in corso con l'obiettivo di individuare i responsabili della realizzazione e della gestione di questa maxi-piantagione. Secondo le stime delle autorità, la sostanza stupefacente che sarebbe stata ricavata da questa imponente coltivazione avrebbe potuto fruttare circa due milioni di euro sul mercato illecito, rappresentando un duro colpo per le organizzazioni criminali attive nel settore.
Indagini in corso per risalire ai responsabili
La Procura della Repubblica di Campobasso sta proseguendo con gli accertamenti per ricostruire l'intera filiera dell'attività illecita. L'obiettivo primario è identificare e assicurare alla giustizia i soggetti che hanno ideato, finanziato e gestito la piantagione di marijuana. L'operazione sottolinea l'impegno costante delle forze dell'ordine nel contrasto al traffico di droga, specialmente in aree remote e difficilmente accessibili, dove spesso vengono occultate coltivazioni di queste dimensioni.