Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, è intervenuto a Napoli il 9 ottobre 2026 per commentare l’arresto del datore di lavoro di Salvatore Caligiano, l’operaio tragicamente deceduto a Caivano a seguito di un infortunio sul lavoro. Sgambati ha definito la misura cautelare un “segnale importantissimo”, sottolineando come la tempestività dell’intervento dei Carabinieri e della Procura di Napoli Nord invii un messaggio chiaro e inequivocabile. Tale azione, ha spiegato il segretario, è un monito contro l’impunità e l’indulgenza nei confronti di chi non rispetta le norme di sicurezza, specialmente nei casi di morti sul lavoro.
La posizione della UIL Campania sulla sicurezza
Nel suo intervento, il segretario generale della UIL Campania, Giovanni Sgambati, ha posto l’accento sulla crucialità dei controlli e sulla necessità di strumenti giudiziari specifici per affrontare gli infortuni mortali. Sgambati ha richiamato con forza l’esigenza di ispezioni capillari e sistematiche su tutto il territorio, il pieno riconoscimento del reato di omicidio colposo in questi contesti e l’istituzione di una procura speciale dedicata esclusivamente alle morti sul lavoro. Ha inoltre ribadito che la prevenzione di simili tragedie deve fondarsi su una solida cultura della legalità e della sicurezza, alimentata da investimenti mirati e da programmi di formazione adeguati.
Il suo discorso si è concluso con l’affermazione perentoria: “Questa scia di morte deve finire”, evidenziando l’urgenza di un cambiamento radicale.
I dettagli della misura cautelare
La misura cautelare eseguita nei confronti del datore di lavoro riguarda un imprenditore di 37 anni, residente a Caivano. I carabinieri della stazione e della compagnia di Caivano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura di Napoli Nord. L’imprenditore è stato posto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato disposto nell’ambito di indagini che ipotizzano reati gravi, tra cui l’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e l’omicidio colposo, aggravato dalla violazione delle specifiche norme per la prevenzione degli infortuni.
L’infortunio che ha portato alla morte di Salvatore Caligiano si è verificato a Caivano il 2 ottobre 2026. L’operaio è deceduto il giorno successivo, il 3 ottobre, presso l’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania. Le indagini investigative hanno rivelato che anche i proprietari del capannone dove si è verificato l’incidente risultano indagati. Le verifiche condotte dai carabinieri si sono avvalse di diversi strumenti investigativi, tra cui l’analisi di filmati di videosorveglianza e la raccolta di testimonianze. In particolare, sono state acquisite le dichiarazioni di altri due operai che lavoravano con la vittima, i quali risultavano impiegati in modo irregolare. Dopo un’iniziale difficoltà nel reperire testimoni diretti dell’accaduto, un video si è rivelato fondamentale, consentendo ai carabinieri di identificare e contattare persone che avevano assistito all’evento, fornendo elementi cruciali per la ricostruzione dei fatti.