I sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, hanno rivolto un appello urgente al Governo e al ministro Matteo Salvini, chiedendo di anticipare l'incontro con le associazioni dell’autotrasporto, previsto per il 27 ottobre. La richiesta, formalizzata il 21 ottobre 2026, evidenzia la situazione critica nel Mezzogiorno, con il rischio di "città paralizzate e sommerse dai rifiuti" a causa del blocco della circolazione delle merci.
Le gravi criticità nei servizi essenziali
Il perdurare del blocco compromette settori vitali. Gli approvvigionamenti alimentari sono a rischio, con prodotti che non raggiungono la distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti.
Le difficoltà si estendono a servizi fondamentali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano, minacciando la funzionalità quotidiana delle comunità. I sindaci hanno ribadito l'urgenza di "accelerare concretamente la risoluzione della vertenza" e la continuità dei servizi.
La protesta e le reazioni istituzionali
La mobilitazione degli autotrasportatori nel Sud Italia, innescata dal caro carburanti, ha generato blocchi diffusi con impatti su merci, alimentari, carburanti e filiere produttive. Sono stati segnalati episodi di intimidazione contro camionisti, con tagli alle ruote dei tir e blocchi stradali con copertoni.
Il Governo ha reagito con fermezza. Il ministro Adolfo Urso ha annunciato identificazioni e rimozione dei presidi, ricordando le conseguenze penali.
Francesco Lollobrigida ha sottolineato la necessità di sbloccare la circolazione e verificare eventuali criticità giudiziarie. Edoardo Rixi ha paventato rischi di infiltrazioni, mentre Matteo Salvini si è detto disponibile a discutere un tetto al prezzo del gasolio, distinguendo tra protesta e comportamenti criminali. Antonio Tajani ha definito i blocchi autostradali "sbagliati", poiché danneggiano produttori e consumatori.
Impatti regionali e settoriali
La crisi si manifesta con particolare gravità in diverse regioni. In Campania, si registrano numerosi presidi, distributori a secco, code alle pompe e scaffali vuoti. L’Università Federico II di Napoli ha attivato la didattica a distanza, e i sindacati del trasporto pubblico avvertono sulla carenza di carburante.
In Calabria, il fermo colpisce prodotti deperibili e aziende; nel Cosentino mancano carburante e generi alimentari, e gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria risultano senza carburante per gli aerei.
La Sicilia affronta blocchi al porto di Palermo e sull’autostrada Messina-Catania, con carenze di prodotti freschi e surgelati. Il mercato ortofrutticolo di Vittoria è fermo, con prodotti a rischio macero. La filiera agroalimentare è duramente colpita: il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop segnala il blocco della produzione. Coldiretti Campania ha stanziato 20 milioni di euro per il caro gasolio agricolo, e a Battipaglia agricoltori hanno distribuito insalata invenduta.
Le associazioni di categoria, da Conftrasporto agli industriali di Campania e Puglia, esprimono forte preoccupazione per le imprese al collasso e l'impossibilità di consegne. Il Codacons ha minacciato denunce per reati come blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.