Il traghettamento tra Calabria e Sicilia prosegue regolarmente, nonostante la protesta dei Tir che sta interessando diverse aree. Il servizio nello Stretto è garantito, con corse operative e un approvvigionamento che viene definito regolare. Questa continuità assicura il collegamento marittimo fondamentale tra le due regioni.

Tuttavia, si registrano alcune difficoltà per le autocisterne dirette a Messina. Questi mezzi, durante il loro percorso verso la città siciliana, hanno incontrato blocchi stradali legati alla mobilitazione degli autotrasportatori.

La criticità si concentra quindi sull'accesso via terra a Messina per specifici tipi di trasporto.

Continuità del Traghettamento e Ostacoli per i Rifornimenti

Il collegamento marittimo tra Calabria e Sicilia si conferma pienamente operativo, mantenendo attive le corse dei traghetti e garantendo un flusso regolare di approvvigionamenti. La principale criticità non risiede quindi nel servizio di traghettamento in sé, ma nelle problematiche che alcune autocisterne incontrano lungo le vie terrestri. Questi mezzi, essenziali per i rifornimenti, sono ostacolati da blocchi stradali prima di raggiungere Messina.

Questa situazione evidenzia una chiara distinzione: mentre il trasporto via mare tra le due sponde dello Stretto procede senza interruzioni, l'arrivo di specifici carichi, come quelli delle autocisterne dirette a Messina, è compromesso da impedimenti sul percorso.

Il quadro operativo attuale indica un regolare svolgimento del servizio di traghettamento, ma con significative difficoltà per alcuni trasporti su gomma destinati alla città siciliana.

La Protesta dei Tir in Sicilia: Blocchi Persistenti e Danni Economici

La protesta degli autotrasportatori in Sicilia ha raggiunto il quinto giorno, generando un impatto significativo sull'isola. Nonostante il Comitato trasportatori siciliani abbia annunciato la revoca del fermo dopo un incontro a Milano con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, la situazione sul territorio rimane complessa. I blocchi stradali sono proseguiti in punti chiave come Messina Sud e San Gregorio, nella provincia di Catania, indicando una persistenza della mobilitazione in alcune aree.

A Palermo, sebbene sia stato disposto il passaggio dei mezzi pesanti in via Oreto e nell'area portuale, la situazione generale continua a presentare disagi. Si segnalano difficoltà al porto di Palermo e problemi diffusi nei rifornimenti, con ripercussioni su vari settori. L'impatto economico di questi cinque giorni di protesta è stato quantificato da Confcommercio Sicilia, che stima danni economici complessivi tra i 50 e i 60 milioni di euro per l'isola.