La Guardia di Finanza ha eseguito sequestri per 2 milioni di euro a carico di due imprenditori di Empoli e delle loro società. Entrambi indagati, operano nei settori dei trasporti e della lavorazione tessuti. L'inchiesta ha svelato un giro di fatture false per operazioni inesistenti, con aziende che, secondo gli investigatori, funzionavano come società 'cartiere', prive di reale struttura.
I due imprenditori, di 66 e 38 anni, sono accusati di utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e riciclaggio.
L’indagine è condotta da Procura di Firenze e Guardia di Finanza.
Le 'cartiere' senza risorse
Le due imprese esaminate erano senza dipendenti, utenze elettriche o attrezzature idonee all’attività dichiarata. Le Fiamme Gialle hanno ricostruito l'emissione di fatture riferite a operazioni inesistenti per creare costi fittizi, dedotti da altre società per ottenere indebiti risparmi d’imposta.
L’indagine ha individuato altre 15 imprese 'cartiere', collegate alle due società empolesi. Queste aziende sono in Toscana, Lombardia, Campania e Lazio. I rapporti commerciali sono ritenuti fittizi e funzionali a generare ulteriori indebiti risparmi d’imposta.
Ruoli e frode
All’imprenditore di 66 anni sono ricondotte tre imprese 'fantasma'.
L’imprenditore di 38 anni è a capo di due imprese 'fantasma' e di un’altra società operativa nel trasporto e lavorazione dei tessuti. Quest'ultima è indicata come principale beneficiaria del meccanismo fraudolento.
Rientra nell’inchiesta la società empolese più esposta con l’Erario. Per questa, è stato evidenziato un depauperamento del patrimonio tramite cessione di un capannone industriale. L'operazione mirava a sottrarre risorse all'azione di recupero dello Stato, aggravando il quadro accusatorio.