Una spaccata notturna ha scosso Cerea, in provincia di Verona, la notte del 15 ottobre 2026, quando la gioielleria Ambroso, situata nel cuore del paese, è stata presa di mira da una banda di malviventi. I ladri hanno utilizzato un pick-up rubato, sottratto a un agricoltore di Palesella, come ariete per sfondare la vetrina blindata del negozio, creando un varco per accedere all'interno dell'attività.
L'azione è stata rapida e coordinata: una volta penetrati, i banditi hanno rapidamente prelevato gli oggetti esposti, fuggendo nel giro di pochi minuti.
Per garantire una fuga indisturbata, la banda aveva precedentemente rubato altre auto, posizionandole strategicamente per bloccare la strada da entrambi i lati e ostacolare così qualsiasi tentativo di inseguimento o intervento.
Allarme e indagini in corso
Il violento impatto contro la vetrina ha generato un rumore assordante che ha svegliato alcuni residenti della zona, i quali hanno prontamente allertato le forze dell'ordine. Sull'episodio stanno ora indagando i carabinieri, che sono impegnati nell'analisi approfondita delle immagini delle telecamere di sorveglianza. L'obiettivo è ricostruire ogni fase dell'azione criminale e individuare elementi utili per l'identificazione dei responsabili.
Al momento, il valore della refurtiva non è stato ancora quantificato, e restano da stimare con precisione anche i danni strutturali subiti dal negozio a seguito dell'impatto del pick-up.
Gli accertamenti dei carabinieri si concentrano sia sul furto degli oggetti preziosi esposti sia sull'utilizzo dei veicoli rubati impiegati per il colpo.
Un precedente nel Veronese: la "spaccata" di Valeggio sul Mincio
Questo episodio a Cerea richiama alla mente un precedente analogo avvenuto sempre nel Veronese, il 29 giugno 2026. In quella circostanza, nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 giugno, un gruppo di sette persone aveva tentato un furto ai danni di un'oreficeria a Valeggio sul Mincio, adottando una tecnica simile: un'auto rubata era stata usata come ariete per sfondare la vetrina.
Nel caso di Valeggio sul Mincio, i malviventi avevano predisposto un furgone per la fuga e il trasporto della refurtiva, ma il loro obiettivo principale, la cassaforte, non era stato raggiunto.
I responsabili si erano quindi allontanati a bordo di due auto, riuscendo a dileguarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.
Anche per il tentato furto di Valeggio sul Mincio, i carabinieri avevano avviato accertamenti, effettuando rilievi e visionando le immagini di videosorveglianza per ricostruire la dinamica e identificare i partecipanti. Entrambi gli episodi evidenziano una preoccupante tendenza nel contesto territoriale, caratterizzata dall'uso di veicoli come ariete per le "spaccate", un metodo che ha già segnato la cronaca del Veronese nel corso del 2026.