La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza definitiva il 7 ottobre 2026, confermando le condanne per due ferrovieri e le assoluzioni per la società Ferrotramviaria e due suoi dirigenti, nel contesto del tragico procedimento legato alla strage ferroviaria del 12 luglio 2016. L'incidente, avvenuto sulla tratta a binario unico tra Andria e Corato, causò la morte di 23 persone e il ferimento di altre 51, segnando uno dei momenti più dolorosi nella storia recente del trasporto ferroviario in Puglia.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal procuratore generale.
Tale ricorso mirava all'annullamento delle sentenze di assoluzione precedentemente emesse a favore di Ferrotramviaria, dell'allora direttore generale della società, Massimo Nitti, e del direttore di esercizio, Michele Ronchi. Di conseguenza, le assoluzioni per la compagnia ferroviaria e per i due manager sono state confermate in via definitiva, chiudendo un capitolo importante della vicenda giudiziaria.
Le condanne rese definitive
La Cassazione ha reso definitive le condanne per i due ferrovieri coinvolti. Vito Piccarreta, all'epoca dei fatti capostazione di Andria, dovrà scontare una pena di sei anni e tre mesi. Per Nicola Lorizzo, il capotreno, la condanna è stata fissata a sei anni e nove mesi.
Nel corso del giudizio di legittimità, il ricorso presentato dalla difesa di Lorizzo è stato rigettato, mentre quello di Piccarreta è stato dichiarato inammissibile. Questa decisione finale consolida le responsabilità penali attribuite ai due imputati, ponendo fine al loro percorso giudiziario.
Le assoluzioni confermate
Con la pronuncia della Cassazione, sono state definitivamente confermate le assoluzioni per la società Ferrotramviaria e per i suoi dirigenti, Massimo Nitti e Michele Ronchi. Questa conferma si aggiunge alle altre quattordici assoluzioni che erano già diventate definitive in seguito al giudizio d'appello. Il quadro processuale complessivo, dunque, vede la responsabilità penale concentrata sui due ferrovieri, mentre la società e i suoi manager sono stati scagionati da ogni accusa.
Il procedimento giudiziario ha ripercorso le dinamiche della collisione frontale che si verificò sulla linea Andria-Corato, una tratta caratterizzata dalla presenza di un unico binario. L'evento tragico del 12 luglio 2016 ha lasciato un'impronta indelebile, con un bilancio di 23 vittime e 51 feriti. La decisione della Cassazione, pur in attesa delle motivazioni complete, sembra allinearsi all'impostazione della sentenza d'appello, che aveva evidenziato l'errore umano come causa principale del disastro.
Il rigetto del ricorso del procuratore generale ha avuto come diretta conseguenza il mantenimento delle sentenze assolutorie per Ferrotramviaria, Massimo Nitti e Michele Ronchi. Allo stesso tempo, la Corte ha ribadito la validità delle condanne e delle pene precedentemente inflitte al capostazione di Andria e al capotreno, le cui responsabilità sono state ora sancite in via definitiva. Si attendono ora le motivazioni complete della sentenza della Cassazione per comprendere appieno le ragioni giuridiche che hanno portato a queste conclusioni.