Il 16 ottobre 2026, a Genova, un gruppo di studenti universitari ha organizzato un significativo presidio con tende. La mobilitazione si è svolta davanti all’aula magna dell’Albergo dei Poveri, in concomitanza con il convegno istituzionale “Innovare per progettare il futuro”, dedicato alla presentazione del nuovo progetto per l’Erzelli Tech-Campus della Scuola politecnica dell’ateneo ligure. La protesta ha acceso i riflettori su problematiche urgenti che affliggono la comunità studentesca, tra cui il caro affitti, il caro vita, la crescente precarietà, la scarsità di alloggi pubblici adeguati, l’insufficienza delle mense universitarie e il sovraffollamento delle aule didattiche.
Durante il presidio, gli studenti hanno esposto striscioni e cartelli per comunicare in modo diretto le ragioni della loro contestazione. Tra i messaggi più evidenti spiccavano slogan come “Rettore, Comune, Regione, Governo: guerra e carostudi pagateli voi!” e “Carovita, guerra e precarietà. Ma quale Campus Erzelli, gli studenti sono la priorità!”. La manifestazione si è tenuta proprio mentre nell’aula magna erano attesi importanti vertici istituzionali, tra cui il rettore uscente dell’Università di Genova Federico Delfino, la sindaca Silvia Salis, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, rendendo il contesto della protesta particolarmente incisivo.
Le rivendicazioni degli universitari
La principale motivazione della contestazione ha riguardato la scelta di dare priorità alla discussione di grandi progetti universitari, come il campus degli Erzelli, mentre, secondo le rivendicazioni degli studenti, persistono gravi problemi irrisolti legati al diritto allo studio. Leonardo, esponente del collettivo Cambiare Rotta, ha chiaramente collegato la mobilitazione alle difficoltà economiche affrontate dagli studenti, evidenziando l’impatto del mercato degli affitti, la cronica mancanza di alloggi pubblici, la limitata disponibilità delle mense e le condizioni spesso inadeguate delle aule. Il progetto del campus agli Erzelli è stato quindi additato come un esempio di priorità istituzionale che gli universitari contestano fermamente, chiedendo invece interventi concreti e immediati sui bisogni fondamentali legati alla loro vita quotidiana e al percorso di formazione.
I manifestanti hanno annunciato che, in assenza di risposte e soluzioni concrete alle loro istanze, il presidio potrebbe proseguire a oltranza. La mobilitazione universitaria è stata inoltre esplicitamente collegata allo sciopero generale del 30 ottobre, verso il quale gli studenti hanno dichiarato la loro intenzione di far convergere le iniziative di protesta. La manifestazione ha così saldato il tema del caro affitti e del costo degli studi a una critica più ampia del modello di sviluppo, rappresentato, nelle parole dei manifestanti, proprio dal controverso progetto del campus degli Erzelli.