Il tenente colonnello Diego Berlingieri, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Torino, ha lanciato un appello urgente a tutte le potenziali vittime della presunta setta scoperta nella bassa Val di Susa. Il gruppo, al centro dell'operazione “Asmodeo”, sarebbe stato capeggiato dal "Maestro" Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, attualmente sotto arresto. L'invito è rivolto specificamente a coloro che si riconoscono negli abusi contestati nell'ambito dell'indagine, esortandoli a rivolgersi ai presidi territoriali dell'Arma.

Berlingieri ha sottolineato l'importanza di questa chiamata all'azione: "L'invito che rivolgiamo – ha spiegato l'ufficiale – alle persone che eventualmente si riconoscono come vittime di questi abusi è di rivolgersi ai comandi dell'Arma territorialmente competenti, alle stazioni carabinieri, per denunciare i fatti".

Il comandante ha inoltre collegato tale appello alla necessità di cautela in situazioni di malattia o particolare fragilità personale, evidenziando l'importanza di non affidarsi a figure prive di reali competenze.

L'appello dei Carabinieri alle persone più vulnerabili

Nel messaggio diffuso a seguito dell'operazione, il comandante ha fornito un chiaro criterio di prudenza per chiunque si trovi in condizioni di fragilità, malattia o difficoltà. Il consiglio è perentorio: "di non affidarsi a persone che vantano delle competenze che in realtà non hanno, ma rivolgersi, allorquando si hanno dei problemi, esclusivamente a professionisti riconosciuti". Questo appello rimane focalizzato in modo specifico su chiunque ritenga di aver subito abusi all'interno della presunta setta emersa nella bassa Val di Susa.

I dettagli dell'operazione "Asmodeo" e le accuse

L'operazione “Asmodeo” ha condotto all'arresto di Malatesta, identificato come la figura centrale e guida del gruppo. L'indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torino, ha svelato una comunità residenziale situata ad Almese, sempre in Val di Susa. Qui, dietro l'apparenza di corsi di yoga, meditazione e difesa personale, si celava una struttura dove gli adepti sarebbero stati sottoposti a gravi violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Le accuse formulate a carico del 59enne sono di notevole gravità e includono riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Gli accertamenti investigativi citati nell'inchiesta hanno permesso di ricostruire le attività avviate attorno a questa comunità e ai progetti legati alla Fondazione Fiore della Pace, presentata come una realtà impegnata nell’A