Il 17 ottobre 2026, diverse centinaia di persone si sono riunite in piazza Castello a Torino per una manifestazione contro il carovita e il caro carburanti. L’iniziativa, promossa tramite social e canali di messaggistica da gruppi di cittadini, è stata presentata dagli organizzatori come apolitica e apartitica. Miriam, una promotrice di 23 anni, studentessa di economia e receptionist, ha evidenziato come la partecipazione fosse legata alla difficoltà di molte persone nell’arrivare a fine mese. La mobilitazione ha mantenuto un’impostazione estranea ai partiti, con il messaggio “Siamo apartitici” rivolto alla piazza.
Il tema centrale è stato il peso dei prezzi su famiglie e lavoratori, con specifico riferimento al costo dei carburanti. Il raduno, svoltosi nel centro cittadino, ha riunito partecipanti giunti dopo la diffusione dell'appuntamento sui canali digitali.
Gli arrivi in piazza e la richiesta degli organizzatori
Dopo l’avvio del presidio, in piazza Castello sono giunti almeno un centinaio di giovani, riconducibili a collettivi studenteschi, centri sociali, comitati antifascisti e sindacati di base. Gli organizzatori avevano chiesto di non esporre vessilli o simboli di parte, ma la richiesta non ha avuto effetto. La loro posizione è stata sintetizzata: “L'unica bandiera che vorremmo vedere è quella italiana”.
Durante il raduno, le forze dell’ordine hanno invitato ad allontanarsi alcune persone incappucciate che tentavano di inserirsi tra la folla. La presenza dei nuovi gruppi ha modificato la composizione iniziale della piazza, pur mantenendo il tema del carovita al centro del presidio. Gli organizzatori hanno ribadito il richiamo a non trasformare la manifestazione in un evento con simbologie politiche, sebbene siano stati intonati cori contro Meloni e Vannacci.
I cori, gli interventi e il tricolore con la stella rossa
La manifestazione è stata animata da interventi dal palco e da slogan intonati dalla folla. Tra questi, si sono distinti i cori diretti contro figure politiche.