La procura di Torino ha richiesto una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per una maestra elementare, accusata di comportamenti vessatori nei confronti di alcuni alunni. La richiesta è stata formulata il 1 ottobre 2026, nell'ambito di un processo che esamina episodi avvenuti tra il 2017 e il 2020 in una scuola della provincia di Torino. Le accuse riguardano presunti maltrattamenti, tra cui urla, umiliazioni e battute sulla morte, che avrebbero caratterizzato il rapporto dell'insegnante con i bambini.

Nel corso del procedimento giudiziario, sono stati portati all'attenzione del tribunale numerosi racconti.

I bambini sarebbero stati strattonati, umiliati di fronte ai compagni, spaventati da discorsi sul tema della morte e sottoposti a punizioni collettive, accompagnate da urla a voce alta. Queste testimonianze hanno delineato un quadro di presunta sofferenza e paura vissuta dagli studenti, come emerso nel corso delle udienze.

Gli ex alunni, che all'epoca dei fatti erano bambini e oggi sono adolescenti, hanno deposto in aula, rievocando gli anni trascorsi nella scuola elementare. La pubblica accusa ha sottolineato la chiarezza e la persistenza dei loro ricordi: “Ormai sono adolescenti ma ricordano tutto molto bene. E non hanno remore a dire che all'epoca piangevano o avevano paura ad andare in classe”.

Particolarmente significativa è stata la testimonianza di una ex alunna che ha descritto la didattica a distanza, introdotta durante il periodo della pandemia di Covid-19, come un vero e proprio sollievo, poiché le permetteva di mantenere le distanze dall'insegnante.

Gli episodi di presunti maltrattamenti

Durante il processo, sono stati ricostruiti diversi episodi specifici che illustrano la natura delle contestazioni. Un ex allievo ha raccontato di essere stato rimproverato per aver contato sulle dita durante un esercizio, con l'insegnante che si sarebbe avvicinata molto al suo volto, utilizzando toni elevati e intimidatori. Un altro episodio ha riguardato un bambino che, tornato a casa, si sarebbe rifiutato di mangiare carne dopo che la maestra avrebbe parlato di “cadavere” in classe.

In aula sono stati citati anche discorsi ricorrenti sul tema della morte, inclusi commenti sul fatto che “ogni giorno che passa avvicina alla morte”, parole che avrebbero generato ansia e timore tra i piccoli alunni.

La procura ha inoltre descritto una dinamica di classe in cui l'insegnante avrebbe mostrato un trattamento differenziato tra gli alunni. Si sarebbero distinti alcuni “cocchi della maestra”, ovvero alunni prediletti, e altri verso i quali l'insegnante avrebbe manifestato ostilità. Una ex alunna ha testimoniato di essere stata sistematicamente ignorata quando alzava la mano per intervenire, mentre era tra le prime a essere sgridata per qualsiasi motivo. Questo presunto favoritismo e le conseguenti discriminazioni avrebbero contribuito a creare un ambiente scolastico difficile per molti.

Le parti coinvolte nel procedimento legale

Nel contesto di questo procedimento, dieci persone si sono costituite parte civile, rappresentate dagli avvocati Wladimiro Lanzetti e Maria Elena Parlatano. La costituzione di parte civile permette alle vittime di chiedere un risarcimento per i danni subiti. La difesa dell'insegnante imputata è affidata all'avvocato Stefano Caniglia, il quale avrà il compito di confutare le accuse mosse dalla procura. La vicenda giudiziaria ha visto una precedente udienza il 31 marzo 2026, durante la quale erano state già illustrate ulteriori contestazioni relative alla stessa serie di eventi. L'imputata, una insegnante di scuola elementare, si trova ora ad affrontare la richiesta di condanna per i gravi capi d'accusa a suo carico.