La Procura di Torino ha aperto un'indagine sulla morte di Raffaele Miele, 36 anni, deceduto il 1° ottobre 2026 all'ospedale Molinette dopo un trapianto di cuore. Il procedimento, contro ignoti, ipotizza l'omicidio colposo, nato dall'esposto dei familiari. Per chiarire le cause del decesso, sono stati disposti accertamenti tecnici irripetibili, coordinati dal pm Giorgio Nicola. L'incarico ai consulenti tecnici Matteo Attisani e Alessandro Cicchini è stato fissato per il mercoledì successivo.
Le richieste della famiglia e l'autopsia giudiziaria
I familiari di Miele, assistiti dall'avvocato Francesco Petruzzi del Foro di Napoli, chiedono di accertare responsabilità, in particolare sull'idoneità del cuore trapiantato e su possibili negligenze, imperizie o errori nelle cure.
Il legale ha spiegato che la denuncia è stata presentata a causa di incongruenze tra le informazioni ricevute dai sanitari.
La famiglia si è opposta a un'autopsia eseguita come accertamento diagnostico interno alle Molinette, chiedendo l'intervento della magistratura. L'avvocato ha sottolineato l'importanza di un'autopsia disposta dalla Procura come accertamento tecnico irripetibile, per garantire imparzialità e fugare dubbi su possibili errori medici, a differenza di un accertamento interno.
Il decorso clinico e le indagini
Dopo il trapianto, il cuore di Raffaele Miele avrebbe avuto difficoltà a mantenere il ritmo. Per sostenere il paziente, si è reso necessario il supporto ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation), una procedura di assistenza extracorporea impiegata in condizioni cliniche complesse.
In seguito, le condizioni del paziente si sarebbero aggravate fino al decesso avvenuto il 1° ottobre 2026.
Nel fascicolo d'inchiesta rientrano le verifiche sull'organo trapiantato e sulle cure prestate durante il ricovero. Gli accertamenti tecnici irripetibili dovranno stabilire le cause della tragica scomparsa, fornendo risposte ai familiari.