L'8 ottobre 2026, un'operazione straordinaria condotta dalla Polizia amministrativa della Questura di Venezia e dai commissariati ha permesso di individuare nel Veneziano gli alloggi di sette borseggiatori ospitati in strutture ricettive. Il servizio di verifiche ha portato all'identificazione di 135 persone e all'ispezione di 12 alberghi, considerati possibili basi d'appoggio per i "trasfertisti" del crimine.

L'operazione si inserisce nel più ampio contrasto ai borseggi nel centro storico lagunare e fa seguito ai controlli del 26 settembre 2026, quando 18 persone con precedenti per furti con destrezza erano state intercettate negli alberghi della terraferma.

Le recenti verifiche hanno interessato strutture ricettive nelle aree di Mestre, Marghera, Campalto e Salzano, con il coordinamento della Divisione Polizia amministrativa e di sicurezza e la collaborazione dei commissariati di San Marco, Mestre, Marghera, Chioggia e Portogruaro.

Le persone identificate e gli accertamenti

Tra i soggetti sottoposti a controllo, sette cittadini dell'Est Europa sono stati identificati in quanto già gravati da precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio. Un uomo di origine nordafricana, sottoposto all'obbligo di dimora nel Comune di Caserta, è stato accompagnato negli uffici di polizia per accertamenti svolti anche con l'Ufficio immigrazione. Da tali accertamenti è partita una segnalazione all'autorità giudiziaria per inosservanza del provvedimento a suo carico.

La polizia ha inoltre denunciato il gestore di una struttura ricettiva per omessa o ritardata comunicazione delle generalità delle persone alloggiate. Accertamenti amministrativi sono in corso anche nei confronti di un altro albergatore. Le verifiche hanno riguardato attività segnalate come possibili punti di appoggio per individui dediti a furti, nell'ambito dei controlli di prevenzione predisposti sul territorio veneziano.

I provvedimenti della Questura

La Divisione anticrimine della Questura di Venezia sta predisponendo provvedimenti di allontanamento tramite Daspo urbano (Dacur) nei confronti delle persone identificate. Tali provvedimenti verranno emanati dal questore di Venezia, Antonio Sbordone, alla luce dei precedenti rilevati per reati contro la persona e il patrimonio.