Un tribunale marocchino ha condannato Yasser Mounbir, un vignettista di 22 anni, a quattro anni di reclusione. La sentenza, emessa a Rabat il primo novembre 2026, è stata pronunciata a seguito della pubblicazione di caricature del re Mohammed VI sul suo profilo Instagram. Oltre alla pena detentiva, il giovane è stato sanzionato con una multa di 40.000 dirham, equivalenti a circa 4.000 dollari. L'avvocato Farouk Mehdaoui ha immediatamente annunciato l'intenzione di presentare ricorso in appello contro la decisione.
Mounbir era stato arrestato nel giugno precedente, poco dopo la diffusione delle controversie caricature del monarca sui social media.
L'Associazione marocchina per i diritti umani aveva prontamente sollevato la questione, chiedendo il rilascio del giovane e denunciando la detenzione. La vicenda giudiziaria ha riguardato specificamente disegni e post di natura satirica attribuiti al vignettista, che sono stati al centro del procedimento penale.
Il processo e la condanna a Casablanca
Il processo si è svolto presso il Tribunale di primo grado di Ain Sebaa, situato a Casablanca, dove la condanna a quattro anni di carcere effettivo è stata pronunciata il 30 ottobre 2026. Yasser Mounbir si trova in stato di detenzione dal giugno scorso, recluso nel carcere di Oukacha, anch'esso a Casablanca. Le accuse formulate a suo carico hanno riguardato l'oltraggio a un'istituzione costituzionale attraverso l'uso di mezzi elettronici e l'oltraggio a funzionari pubblici nell'esercizio delle loro funzioni, il tutto in relazione alle sue pubblicazioni e ai suoi disegni satirici.
La difesa di Mounbir è stata curata dagli avvocati Sara Soujar e Farouk El Mehdaoui. Essi avevano richiesto l'assoluzione del loro assistito, contestando sia le modalità procedurali adottate durante il processo sia l'interpretazione giuridica attribuita ai contenuti dei disegni. Le arringhe difensive si sono protratte per diverse ore, concludendosi all'una del mattino del giovedì precedente la sentenza. A seguito della condanna, il team legale ha confermato la decisione di impugnare il verdetto, presentando ricorso in appello.
Il quadro normativo e le contestazioni
Il caso di Yasser Mounbir si inserisce nel contesto dell'articolo 179 del codice penale marocchino. Tale norma sanziona la "diffamazione, l'insulto o la violazione della vita privata del re", prevedendo pene detentive che variano da sei mesi a due anni.
La legislazione stabilisce inoltre che le pene possono essere raddoppiate qualora il reato venga commesso attraverso l'utilizzo dei social network o altri mezzi elettronici. La natura delle pubblicazioni di Mounbir su Instagram ha quindi avuto un ruolo centrale nell'applicazione di tale disposizione.
A fronte di sentenze come quella inflitta a Mounbir, gli attivisti per i diritti umani hanno reiterato le loro richieste. Essi sollecitano l'abolizione di queste specifiche norme del codice penale e la concessione della grazia per coloro che sono stati condannati in base a esse, sottolineando la necessità di tutelare la libertà di espressione.