Basilicata e Puglia sono accomunate in una recente norma varata dall'attuale governo nazionale. In ballo circa 500 milioni per il ramo cultura.

Secondo notizie di stampa sono previsti diversi incentivi come "l'Art Bonus che prevede crediti d'imposta fino al 65%, nei prossimi due anni, per chi investe nel settore o interviene a sostegno di musei, siti archeologici, archivi, biblioteche, teatri. Sconti fiscali volti a favorire la digitalizzazione del comparto per rilanciare il turismo, tax credit per le produzioni audiovisive; fondi per la lirica; incentivi per l'assunzione di giovani; l'eliminazione del divieto di fotografia; risorse per le attività culturali nelle periferie urbane; trasformazione in soprintendenze autonome di alcune realtà "ad alta rilevanza culturale"; introduzione dei manager nei musei; norme per ridefinire la figura delle guide turistiche".

Matera, a proposito di cultura, persegue l'ambizioso progetto di diventare Capitale europea della cultura nel 2019 . Il piatto forte è rappresentato dagli antichi rioni materani: i Sassi. Siamo pur sempre al cospetto di un habitat ru­pestre unico al mondo, patrimo­nio mondiale dell'umanità. Una vera opportunità per una fucina d'idee rivolte soprattutto ai giovani a cui è riservata la maggiore attenzione. Gli antichi rioni materani sono il fiore all'occhiello della città millenaria, di Matera e la ca­ratteristica essenziale che ha condotto la città ad essere classificata dall'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità.

Su queste antiche case, memoria storica di questa civiltà contadina che ambisce ad assurgere a livel­lo internazionale, si potreb­be consolidare il futuro am­bizioso dell'intera comunità materana.

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Una vera miniera d'oro da utilizzare per creare reali possibilità lavorative, in quanto detengono al loro interno una serie di opportunità che andrebbero valorizzate e qualificate per dare occasioni utili per i giovani. Evitando loro di abbandonare con desolazione la loro città, per andare a cercare fortu­na altrove.

Magari anche inserendoli in un circuito virtuoso con le realtà dei comuni viciniori dell'area murgiana, dove inventiva e capacità progettuale non mancano di certo. Dai Sassi all'Uomo di Altamura, alle gravine di Gravina di Puglia, Ginosa e Laterza il percorso non è certo impossibile. Occorre una vera proget­tualità in grado di trasfor­mare uno scenario mera­viglioso, unico al mondo, in una fucina di lavoro e di opportunità lavorative. In altri posti, sempre del nostro Belpaese, è sufficien­te avere a disposizione ca­ratteristiche persino meno appariscenti per riuscire a creare condizioni favorevoli all'occupazione. Basta un castello, una piazza carat­teristica, una pinacoteca, qualche quadro per creare attorno attenzione, con­senso ed iniziative di vario genere producendo, di conseguenza, ricchezza e interesse.

I Sassi di Matera, centro gra­vitazionale che dovrebbe suggerire quelle preroga­tive da utilizzare in senso turistico, artistico, culturale e quant'altro. Sassi mera­vigliosi, ma maltrattati. Nell'aspetto esteriore, ma anche nelle nascoste stanze sparse in questo grande agglomerato di case. Dallo scempio della moderni­tà con le brutte parabole televisive a deturpare la scena, alle enormi quantità di immondizia stipata in centinaia di locali. Qualcu­no persino già ristrutturato. Senza alcun decoro e con assoluta incoscienza. Ora si cerca di correre ai ripari. Di porre- si dice "un freno agli abusi nei Sassi"! Puntare sulla cultura e sul turismo diventa fonda­mentale. Ne va delle sorti delle future generazioni nostrane.