Il 25 giugno del 1984 si spegneva a Parigi il filosofo Paul Michel Foucault. Nato a Poitiers nel 1926, figlio di un chirurgo, fu più volte tentato dal suicidio e visse come complesso dramma la propria condizione di omosessualità. Fu profondo "archeologo dei saperi", prolifico saggista e unico prosecutore del progetto storico-genealogico, avviato da Friederich Nietzsche, d'indagine storica sul crimine, la follia e il sesso.

Insegnò in Polonia, Finlandia, Tunisia e Brasile. Nella sua Francia, presso il prestigioso College de France, ebbe sin dal 1970 la cattedra di Storia dei Sistemi di Pensiero. La sua ricerca fu intensa e multiversa: dalle riflessioni fenomenologico-esistenziali, a quelle d'ispirazione antropologico-strutturaliste - attinte al "maestro" Levi Strauss - ; dall'epistemologia alla critica letteraria, dalla psicanalisi al marxismo.

Scopo della sua instancabile attività di ricerca fu quella d'un proposito, convergente nel quesito: come si è formata la Ragione in Occidente? Una densa attività archeologica entro il sapere, la sua Archéology du savoir del 1969, costituì un complesso di suggerimenti metodologici, modellati a generare risposte a quell'imponente istanza. Foucault procedette a un percorso critico della Ragione occidentale, ritenendo però non utilizzabili le procedute già note nell'analisi storica comune: esse difatti s'erano avvalse dei medesimi strumenti concettuali, oggetto delle indagini. I temi di progresso, totalità, continuità con cui si erano fin al tempo praticata la ragione occidentale e la storia delle idee, furono per Foucault considerabili quali prodotti diretti della ragione tecnico-scientifica, di marca seicentesca.

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Ma per il suo percorso di verità oggettiva, investigare taluni oggetti culturali - quali la follia nel percorso dell'umanità - fu necessario considerare la storia della cultura come un insieme di pratiche, costituite da discipline diverse e tra esse irriducibili. In tale ambito, si esercitò il suo mestiere di "archeologo dei saperi", attingendo al profondo archivio gnoseologico di fatti o dati, depositatisi nel tempo. Nella sua "Storia della follia", e nelle "Parole e le cose", Focault giunse alla conclusione che - in quanto prodotti della mutazione del sapere - i diversi codici ordinatori dell'esperienza umana occidentale fossero del tutto separati, quanto la distanza intercorrente tra le parole e le cose.

E nel suo "Le parole e le cose", Foucault ravvisò un definitivo abbandono di un sistema di pensiero fondato sulla soggettività. Ribadì di seguito, in Sorvegliare e punire. Nascita della prigione del 1975, la nozione di "sapere senza fondamenti" e di un concreto meccanismo di sapere-potere.

Per il filosofo francese fu rinvenibile tra potere e sapere una funzionalità reciproca: "Ogni atto di sapere è un atto di potere". Nella sua ultima ricerca, La Volonté de savoir del 1976, Foucault tentò di analizzare il "dispositivo della sessualità", con un'analisi della repressività che la borghesia in ascesa, sin dall'epoca vittoriana, avrebbe posto in essere per ridurre il sesso a silenzio e affacciando l'inedito concetto di bio-politica. Foucault dirà: «Dobbiamo capire che con i nostri desideri, attraverso i nostri desideri, si creano nuove forme di relazione, nuove forme d'amore, nuove forme di creazione". Foucault si spense a Parigi, in conseguenza d'una patologia causata dall'AIDS.

Un petit hommage à la mémoire d'un maître de la pensée occidentale.