Finalmente oggi si è conclusa la vicenda legata all'eredità di Alberto Sordi e, dopo, della sorella Aurelia, che si è sempre occupata di Lui, come erede diretta. Si è aperto quindi a Roma, presso lo studio notarile Alfredo Maria Becchetti l'atteso testamento, dopo circa tre anni dalla scomparsa di Aurelia Sordi. Le ultime volontà della "signorina", come la chiamava Suo fratello Alberto, sono state rese note e non lasciano trapelare nessun dubbio : "tutto alla Fondazione Museo Alberto Sordi". Aurelia Sordi è scomparsa all'età di 97 anni nel 2011 ed era stata dichiarata "incapace di intendere e di volere" da un peruviano autista factotum della famiglia, in una controversia che ha visto anche come protagonisti alcuni parenti indiretti alla lontana.

Questi ultimi hanno sempre sostenuto la tesi "dell'incapacità" di Aurelia nel gestirsi e hanno sempre rivendicato un ruolo importante nella vita della donna e di suo fratello.

In ballo un patrimonio di circa quaranta milioni di euro, tra beni immobili, partecipazioni, azioni e depositi, conti correnti, denaro contante e dove spiccano diverse donazioni (per il tramite della Fondazione) a diverse onlus della capitale, nel campo biomedico, legate al Vaticano. Per arrivare al risultato di oggi, in prima battuta è dovuta intervenire la Procura della Repubblica che nel 2011 ha stabilito che Aurelia Sordi era "capace di intendere e di volere" e, di conseguenza, valide le Sue ultime volontà testamentarie. La stessa Procura aveva anche sequestrato 400 milioni di euro al peruviano factotum che, ancora oggi, continua a sostenere fossero frutto di una normale donazione per il proprio interessamento alla Famiglia Sordi.

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Quindi tra procedimenti in sede civile e penale, con l'apertura odierna del testamento redatto dinanzi al Notaio da parte di Aurelia Sordi, si chiude una vicenda che di "artistico-culturale" aveva poco e non lascia nessuna ombra di dubbio su chi deve essere la legittima destinataria di tutta l'eredità del grande Alberto Sordi e di Sua sorella Aurelia, che è solo ed esclusivamente la "Fondazione Museo Alberto Sordi".