L'esposizione è stata inaugurata il giorno 18 ottobre e recarsi a Milano per vederla è un atto di amore che si compie nei confronti di uno dei più autentici artisti del nostro passato. L'allestimento è stato realizzato da un grande architetto, Kengo Kuma e questo può essere un ottimo biglietto da visita, ma dal punto di vista scientifico la mostra offre al visitatore l'occasione più unica che rara di accompagnare la visione dei suoi quadri, tutti indistintamente meravigliosi, con la lettura delle lettere che rivolge perlopiù al fratello Theo. Si possono ammirare quadri che provengono dal Kroller -Muller Museum ma anche da altri importanti musei del mondo e la curatrice Kathleen Adler ha saputo scegliere i quadri ispirati ai sapori della terra.

Tutto è legato all'inizio e all'apertura dell'Expo2015, ed ispirato al tema fondamentale dell'Expo 2015, l'agricoltura come fonte di nutrizione e di vita sull'intero pianeta. Ma nonostante l'aggancio sociale e storico, quello che più conta in questa mostra grandiosa e suggestiva è la possibilità offerta allo spettatore di entrare nei pensieri e nelle riflessioni dell'artista, di navigare dentro quell'humus preparatorio che è alla base di ogni impostazione visiva, di cogliere quell'anelito di verità e di spirito documentario che pure infuocava l'animo del giovane predicatore e gli dava una ragione fondamentale per dipingere.

L'intero evento è voluto dalComune di Milano e il Sole 24 Ore cultura, ma le opere inarrivabili, soprattutto del primo periodo, hanno la possibilità di parlare attraverso il fitto epistolario che accompagna il girovagare di Van Gogh dal Brabante gelido e oscuro sino alle regioni della Francia del Sud.

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Oltre all'episodio della lite con Gauguin, quello che forse pochi sanno è che un artista che riuscirà a vendere post mortem il suo quadro più famoso 'I girasoli' per una cifra iperbolica si uccide per la disperazione indotta da assenza di denaro. Non c'erano soldi a sufficienza e il fratello Theo che già manteneva la sua famiglia, la madre, forse aveva qualche difficoltà nei confronti del pittore. Da vedere questa mostra per riflettere su come la vita sia davvero un gancio appeso ad un filo e come anche il più grande talento pittorico non sia stato sufficientemente protetto dalle insidie finanziarie. Lui che venderà i suoi quadri a cifre astronomiche si ucciderà per miseria. Ma rimangono le opere, i ritratti degli amici, le immagini della campagna e del duro lavoro dei campi e di quel mondo di povertà e miseria che l'artista aveva, in un atto d'estrema fratellanza, cercato di far suo e di eternare attraverso opere indimenticabili. Rimane l'opera con il commento dell'artista e si scopre all'improvviso che dietro ad ogni quadro c'è un'idea e uno studio lungo e concettoso. Da vedere questa mostra e da leggere l'epistolario tra lui e il fratello Theo pubblicato da Einaudi. La mostra rimarrà aperta sino all'8 marzo a Palazzo Reale.