Ci sono degli esperimenti cinematografici che solo alcuni registi hanno il coraggio di provare, ce lo dimostra Tim Burton con il suo Big Eyes il prossimo 1 gennaio al cinema, e ce l'ha dimostrato Gabriele Salvatores con il suo innovativo "il ragazzo invisibile". Ambientato e interpretato da attori italiani, il ragazzo invisibile rappresenta una delle scommesse più rischiose di Gabriele Salvatores che, ha spostato l'indagine e l'analisi del mondo e di tutte le sue sfaccettature, in questo caso il mondo adolescenziale, in un universo fantasy fatto di super eroi e super poteri, dove il protagonista è un'antieroe, che intreccia in se quasi tutto quello che il Cinema americano ci ha saputo insegnare in materia di supereroi: il potere tramandato dalla famiglia come negli X-man, le grandi responsabilità di Spiderman e così via.

Tali spunti o citazioni, come dir si voglia, rappresentano però anche una sorta di tallone d'Achille per la pellicola, che dal punto di vista del filone "fumettistico" risulta essere trito e ritrito, ma particolare per quanto riguarda il lato "umano".

Il ragazzo invisibile infatti è prima di tutto un racconto di crescita, un'occhio indagatore che accompagna Michele, un adolescente figlio di una madre single che, senza nessun particolare "talento", che lo possa aiutare a distinguersi dagli altri compagni di scuola, si ritrova ad anelare l'attenzione di Stella, la compagna di classe di cui è innamorato ma che sembra ignorarlo più di tutti gli altri. Da qui, la scoperta che cambierà la vita di Michele: può veramente diventare invisibile, ma qualcosa dal suo passato sta arrivando per riscuotere il prezzo di questo super potere.

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Supereroistica trasposizione cinematografica del malessere adolescenziale portato dovuto alla crescita, 'il ragazzo invisibile' è un film dalle due trame, che si articolano e crescono in parallelo, portando ad un risultato soddisfacente, fatta eccezione per i "nei" presenti nella figura del supereroe in se e in quanto gli concerne. Con qualcosa da imparare ancora in materia di supereroi, ma con tutto da insegnare per quanto riguarda l'arte di raccontare l'interiorità di persone e situazioni, Gabriele Salvatores vince così la sua scommessa, con risultati a dir poco soddisfacenti.

Pensato per i ragazzi, che possono rivedere nel ragazzo invisibile i loro dubbi e le loro paure, ma adattissimo anche agli adulti, che possono, grazie a Michele, riuscire a capire il vasto mondo dell'adolescenza, il ragazzo invisibile è una pellicola che lascia aperte svariate possibilità, tra cui la possibilità di un sequel, a cui Salvatores prenderebbe parte volentieri.