Siamo nel 1936, negli Stati Uniti d'Americasi è in piena Grande Depressione ed è l'epoca nella quale vanno tanto di moda i cosiddetti libri-documentario quando il San Francisco News, quotidiano di orientamento liberal, decide di commissionare a John Steinbeck, fresco del successo del suo romanzo del 1935 intitolato "Pian della Tortilla", una serie di articoli che illustrino al grande pubblico dei lettori di quel giornale chi siano i "Nomadi del raccolto", i "Gipsies of the Harvest" del titolo originale del libro-inchiesta-documentario protagonista di questo mio articolo e spieghi quali siano le difficoltà, a livello sia personale che economico e sociale, alle quali questi nomadi o, per utilizzare un termine molto noto, spesso perché viene citato in articoli che raccontano tragedie, migranti.

A quali generi di discriminazione vadano incontro i loro figli, quali siano le condizioni, molte volte al limite dell'umano, nelle quali sono costretti a vivere.

Da questa esperienza sono nati i sette articoli che sono stati riuniti nel breve ma molto intenso e quantomai toccante volumetto intitolato "I nomadi" edito in Italia dalla casa editrice "Il Saggiatore" nella collana "Le Silerchie". Si tratta di articoli, per forza di cose brevi, il più lungo raggiunge la dozzina di pagine, nelle quali l'autore di "Uomini e topi" e "Furore", considerato il romanzo simbolo della Grande Depressione susseguita alla crisi del 1929 e che portò Steinbeck ad essere insignito del prestigioso Premio Pulitzer per la Narrativae il National Book Award nel 1940 e che, v'è da credere, sia stato uno dei fiori all'occhiello che portò John Steinbeck a ricevere, nel 1962, sei anni prima della sua, ancora prematura, scomparsa, avvenuta nel 1968, il Premio Nobel per la Letteratura.E Steinbeck attinse molti particolari e dettagli della vicenda narrata nel suo capolavoro dalla serie di articoli, potremmo dire dal reportage, realizzato per il San Francisco News.

Gli articoli che compongono "I nomadi", pur risalendo, come s'è detto all'inizio, al 1936, hanno ancora molto da dire anche ai lettori d'oggi e non solo a quelli americani.