Per coloro che avranno l'opportunità di visitare Trieste, non dovrebbero perdere l'occasione di camminare tra le sale del Museo Storico Del Castello di Miramare, dove domani, 14 maggio 2016, sarà inaugurata una mostra per ammirare meravigliosi oggetti in maiolica e finissima ceramica decorata: terraglie, specchiere, putti, porta-orologi, vasi, cestine con fiori, piatti, orci, vasche e un rarissimo percolatore settecentesco (serviva a colare essenze come il rosolio).

Tutto il percorso farà conoscere le meravigliose, e preziose, ceramiche di Nove a decoro floreale (sorprendente la naturalezza della rappresentazione floreale, delicatissima e colma di sfumature cromatiche vivide), tutte risalenti a un periodo tra il Settecento e il Novecento, che dimostrano come le ceramiche, nel corso dei secoli, abbiano registrato gli elementi fondamentali dell'Arte figurativa, testimoniati dall'attenzione verso la Natura e la Botanica.

Saranno presenti trentadue opere

Provenienti da collezioni private ed esposte per la prima volta, diciassette delle trentadue opere infatti sono pezzi inediti. C'è però un'opera che, per importanza, si imporrà all'occhio del visitatore ed è un vaso – in maiolica Antonibon – perché firmato dal celebre pittore Giovanni Ortolani. Il vaso inoltre, di particolare rilievo scientifico, ha l'identificazione della Chiesa Arcipretale di Nove dipinta sulla bocca traforata.

L'importanza di questa raffinatissima opera sta anche nell'aver rappresentato la manifattura di Pasquale Antonibon all'esposizione, del 1889, di Parigi. Tutto l'interesse del periodo per le piante e i fiori trova eccezionale, e adeguata, location nel Castello, e il parco – voluto da Massimiliano d'Asburgo – è espressione dell'eccellente incontro tra Arte e Natura. Nel 1859, quando Massimiliano d'Asburgo stava creando il parco del castello, venivano piantati alberi e piante di notevole interesse botanico, provenienti dal Messico, ma anche dall'Africa, dall'Estremo Oriente, dall'America del Nord.

Le decorazioni floreali delle ceramiche di Nove perciò hanno avuto molto successo e mettono in rilievo la grande attenzione, e precisione, nel dare identità botanica a fiori ed essenze. Scientificamente, sono state individuate 43taxa (categorie) tra cui il cotogno nel Vaso a mostarda e diciassette diverse specie nelle decorazioni del Vaso Antonibon.

E' stato davvero molto importante decidere anche la collocazione delle creazioni

Al primo piano, nella Sala dei Gabbiani, vi sono le stazioni olfattive: richiamano il senso dell’olfatto con immagini, storia e percezioni emotive.

Un contenitore molto particolare e sinuoso racchiude le sei famiglie olfattive, contraddistinte da quattro essenze, percepibili dai sei cassetti, colorati da pigmenti dati dal carattere dei profumi ospitati. Gli oggetti sono raccolti in ordine cronologico, ma anche attraverso suggestioni tematiche.

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