Il 7/7/2007 sono successe infinite cose. Alcune importanti. Altre un po’ meno. Altre decisamente prive di segnalazione. Per il vicequestore di polizia Rocco Schiavone, nativo di Trastevere ma operante in Valle d’Aosta, invece, quella è una data fondamentale per la sua esistenza. Questa volta non è una segnalazione numerica presa da un caso da svolgere, da indagare e basta. No. Quella data, ormai fuori sincrono e buttata insieme al calendario che la conteneva, è legata al nome di Marina.
Marina e Adele
Chi sono Marina e Adele, è presto chiarito. La seconda è un'amica del poliziotto.
Un’amica che è trovata uccisa a colpi di pistola nel suo appartamento. In seguito a questo delitto, Rocco Schiavone è incalzato dai suoi superiori affinché trovi una risposta al quesito efferato che sgorga dal ‘caso Adele’. Da qui, raccordare i due nomi femminili, diventa più agevole: il primo nome, Marina, è la moglie di Rocco, e la data che dà titolo al giallo, è quella del suo assassinio. All’epoca il poliziotto viveva ancora a Roma. Stava indagando su due ragazzi, compagni di liceo e ammazzati insieme. Le indagini portarono verso una banda italo - nigeriana di trafficanti. E verso un bel quantitativo di polvere bianca. In quell’occasione, Marina seppe delle parti meno nobili del lavoro del marito: magagne e pastette, spesso in combutta con gli amici di Trastevere.
Sì, il personaggio creato da Manzini non è proprio un poliziotto modello. È capace ma usa metodi spicci e in linea con la dura realtà. Tuttavia, per quanto ‘adatto’ e capace alla professione di detective, Marina non approvava. Aveva deciso di lasciarlo. Purtroppo, la frattura fra Rocco e Marina diventò una delle pagine più amare della vita del detective, e culminò con l’omicidio della donna: era il 7 luglio 2007 e tutto avvenne davanti a una gelateria del quartiere Africano.
L’epilogo
'7-7-2007' è stato pubblicato il 7 luglio 2016. L’architettura del giallo di Antonio Manzini, che, nella casa editrice Sellerio funge da buon contrappeso al popolare Andrea Camilleri – «Antonio Manzini disegna un personaggio straordinario», così si è espresso quest’ultimo in riguardo all’invenzione di Schiavone da parte di Manzini – realizza e presenta, a un certo punto, la pietra angolare della storia, rappresentata dalla figura di Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele.