È uscito lo scorso giovedì 25 agosto un film che è molto piaciuto alla scorsa edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: si tratta de 'Il Clan' (titolo originale spagnolo: 'El Clan'), opera a metà tra la crime story e il noir del regista argentino Pablo Trabero, enfant prodige del Cinema di denuncia civile, da sempre critico attento della società. La vicenda è agghiacciante e apparentemente incredibile, ma i fatti rappresentati sono tutti veri e documentati. Siamo in Argentina, inizio anni Ottanta: un periodo difficile e ambiguo per un paese che non riesce a riprendersi del tutto dalla sua pagina più feroce, quella della dittatura militare e del difficile trapasso verso la stagione di riconquista democratica.

Arquímedes Puccio è il patriarca di una famiglia numerosa della media borghesia di Buenos Aires: i figli sono cinque, tre maschi e due femmine.

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Il primogenito, il riccioluto Alejandro, è un campione di rugby, il terzogenito è lontano da casa da un po', l'ultimo, il più piccolo e il più indipendente, va ancora a scuola; le ragazze sono rispettivamente un'insegnante (come del resto la madre) e una studentessa.

La famiglia è unita e affettuosa, il capofamiglia è un uomo dalla voce morbida e carezzevole, apparentemente inoffensiva. All'angolo della rispettabilità c'è, però, l'orrore. Il film ricostruisce, infatti, i quattro sequestri messi a punto dal clan Puccio, tre dei quali finiti in tragedia: le vittime, rapite a tradimento, venivano di norma segregate nel bagno della bella casa di famiglia, torturate, usate come esca di un lauto riscatto e assassinate, nonostante la promessa di una finale clemenza. 

Un film avvincente che annoda lo studio dei rapporti famigliari alla disamina sociale

'Il clan' è un film che porta in scena quella che, con Hannah Arendt, definiremmo, certamente, la banalità del male: il cinismo estremo, radicale e mortifero che si mimetizza nella quotidianità di una famiglia bene con aspirazioni di ascesa sociale.

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Il motore di tutto è il padre, un uomo disposto a qualsiasi cosa pur di arricchirsi, un sultano manipolatore e trasformista, espressione di una visione totalitaria e morbosa dei rapporti umani. Il personaggio più struggente, la lente scelta dal regista per il suo racconto visivo, è, invece, il figlio maggiore Alejandro, preso in mezzo tra una tormentata devozione alle perversioni paterne e un imperativo morale di emancipazione dalla sua opprimente autorità: è lui che più di tutti sente il male a fior di pelle e che più di tutti paga la leggerezza di non avere coraggio.  

'Il clan', film di Pablo Trapero, con Guillermo Francella, Peter Lanzani, Argentina/Spagna 2015. Data di uscita italiana: 25 agosto 2016. Tra gli altri film nelle sale d'agosto anche 'Me Before You – Io prima di te'.