Martedì 30 agosto, alle ore 20,30, si terrà la serata di pre-apertura della 73° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. L'appuntamento è in Sala Darsena al Lido, con un programma piuttosto impegnativo quanto eccezionalmente interessante. Verranno proiettati "Vedute" di Venezia, dei Lumière, nel 120° anniversario dall'arrivo del cinema in Laguna, e "Tutti a casa" (1960) di luigi comencini, nel centenario della nascita del grande maestro.

"Vedute" di Venezia

Sono passati 120 anni da quando il cinema è giunto nella città lagunare, ed esattamente la sera del 9 luglio 1896 nel Teatro Minerva, a due passi da Piazza San Marco, veniva presentato un programma composto da "15 vedute" dei F.lli Lumìere, anche se solo il  21 agosto dello stesso anno venivano proiettati filmati realizzati a Venezia, tre per l'esattezza: "Approdo di una gondola ai santi Giovanni e Paolo", "I vaporetti a Rialto", "I leggendari piccioni di San Marco".

Così il cinema entrava con vigore a Venezia, divenendone nel corso degli anni elemento inscindibilmente legato alla città, quasi permeandone almeno in parte lo spirito.

Luigi Comencini (1916-2007) proprio in Laguna nel 1987 vinse il Leone d'Oro alla Carriera ed è unanimemente considerato uno dei più grandi maestri della commedia italiana, di cui "Tutti a casa" (1960), il film che verrà proiettato per la pre-apertura del Festival del cinema, costituisce senza dubbio uno dei migliori esempi. Certo sono tanti i capolavori del maestro, basti ricordare ad esempio "Pane, amore e fantasia" (1953), con Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica, ritenuto il prototipo del cosiddetto neorealismo "rosa" e con cui vinse l'Orso d'argento a Berlino. Alla commedia Comencini aggiunse il genere "giallo", con "La donna della domenica" (1975), ma anche quello letterario, con "La ragazza di Bube" (1963).

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Viene ricordato anche come il regista dei bambini, basti menzionare "Incompreso"(1966) (vincitore del David di Donatello), ma anche "Marcellino pane e vino"(1991) diretto con la splendida quanto brava figlia Francesca. Poi impossibile non citare anche "Le avventure di Pinocchio"(1972) e "Cuore"(1984). 

"Tutti a casa"

Opera fantastica, presentata ora in prima mondiale in una nuova  copia restaurata, "Tutti a casa" (1960) non è solo un grande capolavoro di Comencini ma è innanzitutto uno dei film che ha reso letteralmente immortale la commedia all'italiana, con mirabili intrecci di elementi tragici ma anche comici, ecc. riuniti in modo armonico. alberto sordi qui non è solo uno degli interpreti principali, è l'interprete di Comencini, il suo principale collaboratore sul set, colui che per abilità e intuito riesce a trasferire in un "unicum", mediante una mirabile fusione, i desideri del maestro. Il contesto storico poi senza dubbio aiuta tutto ciò; il film difatti racconta di quanto avvenne in una Italia sconvolta e distrutta anche interiormente dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943, laddove alla gioia immediata di chi sognava che la guerra fosse davvero finita poco dopo subentravano prima il caos e poi nuovi disastri, rappresaglie nazifasciste, odi, rancori.

Nella vicenda, il sottotenente Alberto Innocenzi (Sordi), da sempre avvezzo alla più totale ubbidienza ai superiori, viene abbandonato dai suoi stessi sottoposti in un caos totale in cui ognuno si arrangia come può, tentando comunque di fare ritorno alla propria casa. Il resto della trama, per chi non la conosce, lo lasciamo alla proiezione di martedì sera.