In occasione dell'anniversario dei 150 anni dalla firma del 1 trattato di Amicizia e di Commercio tra il Giappone e l'Italia del 1866 la città di Milano dedica una mostra di 200 opere sul Giappone tra 700 e 800.

I maestri esposti, Hokusai, Hiroshiga e Utamaro, ci inviano immagini di un Giappone che non c'è più e che pure, con le sue scene di vita quotidiana, con le portantine su cui venivano trasportati i signori, i facchini, le cortigiane, le case di piacere, le sete e il suo monte, il Fuji, conserva un fascino e un richiamo ineguagliabili per il nostro paese.

La particolarità della mostra sono le 200 silografie policrome di tre pittori vissuti tra il 1760 e il 1858 e sempre in mostra è possibile ammirare l'elaborata tecnica della silografia in legno che comporta non solo doti di disegnatore e pittore, ma anche di intagliatore e incisore.

Sempre all'interno della mostra è presente un cd che spiega i differenti momenti dell'Arte della silografia.

I quadri più belli nella storia dell'arte giapponese

Famoso il quadro di Hokusai 'La grande onda' presso la costa di Kanagwa, proveniente dalla serie di 36 vedute del Monte Fuji-1830-1832 (è presente la stessa immagine nel libretto di Debussy di La Mer), straordinaria la serie delle cascate, le 36 vedute del Monte Fuji, le 53 stazioni di posta del Tokaido, le vedute dei laghi, e le immagini che accompagnano le 'Cento poesie per cento poeti in racconti illustrati per la balia'

Arte Le 200 opere appartengono alla prestigiosa collezione del Honolulu Musuem of Art ed è curata dalla professoressa Rossella Menegazzo, docente di storia dell'Arte Orientale dell'Università degli studi di Milano.

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La mostra rimarrà aperta da ora sino al 29 gennaio, aiuta a comprendere la storia del Giappone, ma soprattutto permette di ammirare la sapiente mano di tre raffinati pittori d'epoca che seppero immortalare la bellezza del paesaggio, la vita dell'epoca, e l'incanto dei volti e del portamento di donne magnifiche della corte imperiale e delle case di piacere.

Va ricordato che proprio tale pittura influenzò, arrivando con le sue stampe a Parigi, la fantasia degli impressionisti, e che tale forma d'arte divenne ancor più preziosa quando riuscì ad introdurre il blu di Prussia e l'uso della prospettiva.

I maestri dell'ukiyoe, il cosidetto Mondo Fluttuante, sono dunque una realtà da scoprire e da ammirare a Milano7.