Il Teatro dell’Opera di Romaapre la stagione 2016/2017 con la meravigliosa opera di Wagner: Tristano e Isotta, a partire dal 27 novembre fino all’11 dicembre. A dirigerla sarà il maestro Daniele Gatti, discepolo di Claudio Abbado, riconosciuto nel campo internazionale per la professionalità esemplare e la competenza artistica e per aver solcato i più importanti palcoscenici del mondo, dal Metropolitan Opera di New York con la messa in scena di un Parsifal unico, alla Scala con la rappresentazione del Falstaff di Verdi.

Un altro successo per Gatti

Recentemente Gatti ha eseguito il “Tristano” a Parigi conseguendo un enorme successo, il connubio con il regista, libanese naturalizzato francese, Pierre Audi si è dimostrato efficace dal punto di vista stilistico e professionale.Coppia artistica alla guida anche nell’esordio romano dove il monito sarà far riappropriare il mondo di oggi del “desiderio”, andato oramai perduto nel nichilismo emotivo odierno.

Daniele Gatti ribadisce l’importanza di concetti come la tensione, il bramare qualcosa di sublime che restituisce qualità di vita all’individuo. La scelta di due personaggi come Tristano e Isotta che assurgono a simboli di un’unione metafisica, ideale, dove non c’è una separazione tra le due anime, ma una fusione e commistione delle stesse.

Una poesia delicata

In scena, sottolinea il maestro, i protagonisti si sfiorano non si toccano mai, a voler evidenziare l’assenza di materialità, ma l’idea di una fusione che vada al di là del contingente concreto.

Elemento avvalorato dalla regia intimista di Pierre Audi, al momento direttore della Dutch National Opera, che intende proporre un allestimento scenico che dia rilevanza alla recitazione e alla luce.

Gli interpreti principali sono il tenore austriaco Andreas Schager (Tristano), che vanta già esperienza in opere wagneriane quali Tannhäuser, L’Olandese Volante, Parsifal, Sigfrido e il Crepuscolo degli dei; e nel ruolo di Isotta, Rachel Nicholls, una delle più giovani emergenti soprano inglesi; infine il canadese basso-baritono, John Relyea, vestirà i panni del re Marke (il basso brasiliano, Diogenes Randes II, impersonerà lo stesso ruolo in alcune date).

Wagner e il successo senza tempo

L’opera wagneriana, ripresa dal poema cavalleresco di Goffredo di Strasburgo e dall’opera anglo-normanna di Thomas, reinterpreta le tematiche della colpa, della redenzione e del desiderio che si risolvono nella dissoluzione e nella liberazione dalla volontà tipica di Schopenhauer.

L’allestimento dell’opera è una coproduzione del Teatro dell’Opera di Roma, il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, Opera Nazionale di Amsterdam e il Theatro Municipal di San Paolo.

L’esordio del maestro Gatti al Teatro Costanzi sarà una prova per suffragare la sua conferma o meno all’incarico di direttore stabile, egli desidera testare prima il clima lavorativo e se sia consono o meno alla sua concezione professionale-artistica.

Il “suo” Tristano e Isotta è già una garanzia all’apertura della stagione operistica romana vista la sua direzione che interpreta esemplarmente l’“arte dell’avvenire” di Wagner e il suo senso romantico dell’anelito a qualcosa di irraggiungibile.

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