“Castellammare di Stabia come non l’avete mai vista” è la proposta dell’associazione culturale "Luna di Seta" che il 7 di luglio ha predisposto una visita guidata che farà conoscere una ‘Stabia’ mai vista. L’appuntamento è per le 17.30 alla Cassa armonica stabiese – lato Piazza Quartuccio – con il cicerone Pierluigi Fiorenza genius loci, la guida abilitata Felicia Paragliola e con gli scrittori Agnese Palumbo e Pino Imperatore, una task-force della cultura della tradizione.

Visita in pieno centro storico alla Chiesa di San Vincenzo

Fil rouge della giornata il "Barocco" locale con la prima visita in pieno centro storico alla Chiesa di San Vincenzo dove si potrà ammirare la "Madonna del parto" di Giuseppe Mancinelli.

Poi sosta a S.Maria dell’Orto ed al Museo Diocesano che conserva, tra le opere più antiche, lo spettacolare sarcofago in marmo bianco rappresentante "Apollo, Minerva e le Muse". Poi alla Concattedrale che custodisce la statua del patrono S. Catello e “La deposizione di Cristo” di José de Ribera, detto lo Spagnoletto, che narrò la Napoli “vivace e chiassosa, pezzente e indomabile” , che trova in “Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori)” di Antonella Cilento la sua descrizione letteraria ultima. L’itinerario terminerà con la Chiesa del Gesù che conserva la “Madonna del Rifugio” che il pittore Luca Giordano dipinse dopo un il suo soggiorno spagnolo nel 1705, una delle ultime del noto artista napoletano.

Un viaggio nella ridondanza barocca che ha prodotto tanta Arte

Al centro del quadro campeggia la Madonna che soccorre o in cui trova rifugio il penitente, che con una verga fiorita nelle mani scaccia il diavolo: tema caro alla Controriforma cattolica e gradito soprattutto ai Padri Gesuiti, che fino alla cacciata dal Regno di Napoli furono i Patroni della chiesa.

I migliori video del giorno

Al mantello della Madonna è aggrappato un infante: siamo anni luce distanti dalla Vergine michelangiolesca della Sistina che guata pensierosa il Cristo giudicante, quello della gioia o della sempiterna disperazione. Durante il periodo controriformista i demoni hanno ancora le ali per sottolineare la loro scelta maligna, nonostante l'originaria essenza angiolesca. Mani e piedi hanno la forma ricurva, le serpi sono la propaggine dei loro arti. Un cielo offuscato guardiano dell'eterna lotta tra il bene ed il male viene divelto dalla luce che si riflette sul paesaggio circostante. Un viaggio nella ridondanza barocca che ha prodotto tanta Arte: per Castellammare un modo per ritrovare la sua vocazione culturale.