La prestigiosa sede della Pinacoteca di Brera dall’8 giugno al 1 ottobre sarà la cornice di una retrospettiva dedicata al Settecento nell’Arte di Pompeo Batoni. Il direttore James Bradburne mette il focus su questa iniziativa con la volontà di celebrare un’epoca e un artista a stigma di un sentire che è stato l’alcova di progetti museali, quali la stessa pinacoteca. I curatori dell'evento, Isabella Marelli e Alessandro Morandotti, puntualizzano sulla visione del collezionismo come incentivo a un principio di memoria storica.

Vita e stile di Pompeo Batoni

Nato a Lucca nel 1708 da padre artigiano orafo, studia approfonditamente l’armonia e la perfezione di Raffaello e lo spirito barocco di Guido Reni e Domenichino, investendoli di un plasticismo classico, delicato e corroborante all’unisono.

Il fasto di Poussin e la suntuosità di Pietro da Cortona vengono rivisti con una severità e una ieraticità, ridondanti, in “Venezia” di Batoni. Il suo intento storiografico ed erudito lo porta a una precisione storico-figurativa che rende ogni sua opera una effigie di memoria storica, un vero e proprio documento.

Ha come mecenate la famiglia nobile dei Conti Merenda di Forlì, intrattiene contatti con l’Accademia di Parma. L'artista viene influenzato dallo stile di Correggio, la sua dialettica tra ombre e luci, l’impianto compositivo dinamico ispirano la sua “Sacra Famiglia” (1747) e “Natività”. La concezione di Winckelmann della bellezza ideale sarà fondamentale per l’evoluzione della sua poetica in senso maturo, grazie al suo apporto, Batoni approda definitivamente a un neoclassicismo nei soggetti, nell’impianto prospettico, nelle tinte e nell’atmosfera eterna senza tempo e luogo.

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La mostra nel vivo

Alle soglie di un recente rinnovamento degli spazi museali, la Pinacoteca di Brera ospita questa magistrale rassegna che si pregia di avere in mostra l'opera “Madonna con il Bambino e i Santi Giuseppe e Zaccaria, Elisabetta e Giovannino” (1738-1740) e il “Beato Tolomei assiste le vittime della peste”, dove il connubio di ratio e grazia di Batoni dialoga con altre opere di artisti quali Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Luca Giordano, Francesco Solimena. Significative le opere grafiche esposte, “Nudo seduto di profilo” e “Nudo seduto con gamba accavallata”, che forniscono un altro aspetto del talento poliedrico dell’artista, mentore di un certo scolasticismo accademico del figurativismo umano.