Il rap è ormai di gran lunga il genere musicale più ascoltato dalle nuove generazioni, i numeri delle vendite, e ancora di più quelli degli ascolti in streaming parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni differenti.

Il 2017 in Italia è stato l'anno del Rhythm And Poetry in tutte le sue forme e varianti: dal rap-pop di Fedez e J-Ax alla trap di Sfera Ebbasta, passando per il rap cantautoriale di Caparezza, l'hip hop più crudo e classico, seppur al passo coi tempi, di Gué Pequeno, e il successo di Coez, ottenuto con un disco di difficile catalogazione che i più – non l'autore – hanno voluto definire come 'indie-rap'.

Rap, social e competizione

Il successo del rap nell'ultimo anno non può e non deve ovviamente essere considerato come un fulmine a ciel sereno, l'interesse del pubblico nei confronti di questo genere musicale, così distante dagli stereotipi della musica popolare nel nostro paese, è cresciuto in maniera lenta e costante nel corso degli ultimi dieci anni.

E' impossibile non riconoscere come questo ampliamento di pubblico sia andato di pari passo con la crescita dei social network – Facebook e Instagram in primis – che hanno avuto un ruolo fondamentale come strumento di diffusione di questa forma d'arte che, nonostante il successo contemporaneo a livello globale, in molti – soprattutto in Italia – si ostinano a non considerare come 'vera musica' [VIDEO].

La rivoluzione social dell'ultimo decennio ha scardinato i precedenti e ben consolidati paradigmi del mercato discografico, togliendo di fatto potere a radio, televisioni e carta stampata, riducendo le distanze tra pubblico ed artisti, dando a chiunque la possibilità di farsi conoscere.

Nel corso degli ultimi dieci anni sono stati creati siti internet dedicati, forum, gruppi social e altri luoghi virtuali dove la discussione e lo scambio di informazioni ha permesso la diffusione di notizie, canzoni, storie e qualsiasi tipo di contenuto relativo al mondo del rap.

In questo senso anche la dimensione 'competitiva' del rap ha favorito il moltiplicarsi e il diffondersi delle informazioni e delle produzioni culturali: il continuo confronto tra rapper fatto on line dai fan – della serie:'rapper X è meglio di rapper Y' – in termini di popolarità ha sicuramente giovato al genere, anche se in termini quantitativi più che qualitativi.

Il campionato Rap e il commento di Axos

Il successo del rap in Italia non può quindi essere del tutto scisso dal crescente utilizzo dei social network, come non può essere scisso dalla sua dimensione competitiva. E proprio social e competizione sono i due elementi alla base dell'ultima moda che sta spopolando tra i più giovani appassionati di hip hop, ovvero il 'campionato rap', una vera e propria competizione nella quale i rapper vengono messi a confronto e possono essere votati dagli utenti, secondo meccanismi di eliminazioni e classifiche che ricalcano quelli dei più collaudati tornei sportivi.

Al momento la pagina Instagram del 'Campionato Rap' conta oltre 25.000 iscritti.

Non più di due giorni fa, axos, una delle penne più interessanti ed apprezzate nel panorama hip hop italiano degli ultimi anni, ha deciso di criticare questa singolare iniziativa commentando un post della sopracitata pagina instagram, queste le sue parole:

'Questa non è una gara. Nessuno di noi vuole essere votato. Nessuno di noi ha interesse reale nel sapere cosa pensate. Io spero che con la mia musica l'ascoltatore possa stare meglio. Di certo non spero che vada a votarmi a un contest social. Mi deprime vedere come vivete gli artisti e come vivete la libertà di pensiero e di parola. Mi deprime vedere la cattiveria che questo meccanismo vi tira fuori.'