guernica, un quadro, una denuncia. Oggi icona di pace, ieri condanna del totalitarismo. La celeberrima opera di Pablo Picasso venne riprodotta in arazzo e il cartone che servì per riprodurlo è in esposizione in questi giorni in Italia al museo Magi ‘900 a Pieve di Cento in provincia di Bologna. L’opera nell’opera quindi che nasce da una collaborazione a tre fra l’artista spagnolo, Nelson A. Rockefeller mecenate e l’artista Jacqueline de la Baume Durrbach.

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Il sodalizio dell'arte

A studiare questo proficuo sodalizio artistico è stata Serena Baccaglini, storica dell’arte, che cura oggi la mostra. Fino al 28 febbraio prossimo, dopo l’inaugurazione di oggi, si potrà ammirare il cartone sul quale poi prese forma l’arazzo, oggi posto all’ingresso della stanza dei bottoni mondiale, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Picasso, celebrato in questi giorni anche a Roma con la mostra “Tra cubissmo e classicismo 1915-1925”, scelse le undici nuances, dal bianco, nero e grigio, per dare forma all’arazzo che fu poi materialmente tessuto dalla Durrbach.

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Questa artista, si è detto “dalle dita d’oro” realizzò anche un arazzo del non meno celebre Déjuner sul l’herbe. L’arazzo di Guernica fu donato dalla moglie di Nelson A. Rockefeller alle Nazioni Unite affinché “il forte messaggio evocativo sull’orrore della guerra potesse essere continuo e costante”.

Il crimine contro l'umanità

Il 26 aprile 1937 la cittadina basca di Guernica fu bombardata. Una pioggia di bombe gettate dall’aviazione tedesca.

Il bombardamento, che si abbatté sulla popolazione civile, fu considerato subito un crimine contro l’umanità. Picasso che in quel momento stava lavorando ad un’opera che rappresentasse La Spagna all’Esposizione Universale del 1937, denunciò questa atrocità realizzando il grande pannello (3,5 x 8 metri) in soli 33 giorni. Furono 45 gli schizzi preparatori. Resta immutato il messaggio di pace che Guernica, il suo cartone, esposto al Museo Magi ’900, e l’arazzo trasmettono.

Il cartone è stato esposto anche al Senato della Repubblica. “Credo nella potenza delle immagini- ha detto Giulio Bargellini, imprenditore ed ideatore del Museo Magi ’900 - e se esiste un’immagine che evoca il valore della pace, questa è certamente Guernica. Abbiamo bisogno della sua forza evocativa e di diffondere una storia così originale legata all’amicizia come quella di Guernica e del suo cartone, una storia che descrive ognuno di noi”.

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