Mick Jagger, cantante e fondatore della leggendaria band dei Rolling Stones, compie oggi 75 anni. La band britannica è considerata da molti la più grande rock band di tutti i tempi. La loro, infatti, fu un'autentica rivoluzione musicale: ogni strumento suonato aveva una caratteristica peculiare mai sperimentata prima. Inventarono e codificarono gli stereotipi delle rock star. I Beatles portavano avanti la tradizione dei gruppi vocali di musica leggera (almeno nei primi album), gli Stones, invece ribaltarono questa concezione.

Il Blues-Rock

I Rolling Stones suonavano blues-rock, presero il blues dalla tradizione nera americana e lo amplificarono e distorsero. Questo genere fu la base sulla quale la stragrande maggioranza dei gruppi rock successivi basò la proprio struttura musicale. Nel 1964 uscì il loro primo album, "Rolling Stones": su dodici canzoni, nove sono cover. Ma fu comunque un album rivoluzionario per i motivi già spiegati.

Nel 1967, gli Stones seguono la grande moda psichedelica imperante (Doors, Pink Floyd, Red Crayola ecc.), dando alle stampe "Between the buttons" e "Their satanic majestic request".

La conversione psichedelica durò poco, anche a causa dei problemi di droga che affliggevano Brian Jones. L'album successivo a questa fase fu "Beggar's banquet", il disco forse più blues della loro carriera. Nel 1972 uscì "Exile on main street", da qui, molto probabilmente, cominciò la parabola discendente del gruppo: le idee vennero meno, e il gruppo diventò quasi un epigono di se stesso.

Una vita di eccessi

La vita di Jagger e del suo gruppo è costellata da eccessi di ogni tipo: droghe, atteggiamenti al limite, suicidi all'interno della band e che hanno coinvolto persone a loro vicine.

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Oggi, ovviamente, i Rolling Stones non hanno più l'impatto che avevano decenni addietro. Oggi il rock non è più il genere musicale principe. I giovanissimi preferiscono il rap. Nel 2017 c'è stato lo storico sorpasso: il 25,1% per l'esattezza, mentre il rock si ferma al 23%, gli altri generi musicali hanno percentuali più basse (fonte Nielsen Music).

Un aspetto culturale come la musica può dirci molto di una società. Il rap, di cui il sottogenere più seguito oggigiorno è la trap, propone un messaggio basato su droghe, pseudodelinquenza, vestiti costosi e un'ossessione per i social media.

Negli anni '60 e '70 c'era una voglia di cambiamento che portava a riconsiderare la società in quanto tale, e la musica fu uno strumento importante di questo movimento, e i Rolling Stones furono sicuramente uno dei gruppi che canalizzò questa rivoluzione. Oggi la trap sguazza nella società: non c'è nessuna contrapposizione allo status quo. Aderiscono alla società dell'immagine, dei social network e del più becero consumismo. Bisognerebbe, tra l'altro, anche chiedersi se un genere musicale eseguito da persone che non sanno né cantare, né suonare si possa considerare davvero musica.

Insomma, nel giorno in cui una delle più grandi star della musica compie gli anni, ci si può chiedere anche cosa sta accadendo alla musica e ai giovani di oggi.

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