È destino di chi ha una professione propedeutica alla vita, come quella dell’insegnante, rimanere per sempre nella mente di chi ha avuto da loro strumenti – didattici, culturali o educativi – pronti a essere spesi nel cammino individuale. A questa figura è dedicato il nuovo libro di Giovanni Montanaro, “Le ultime lezioni” (Feltrinelli, pag. 128) disponibile dal 21 marzo 2019. Sicuramente esiste un congruo numero di attività importanti; alcune particolarmente vicine alla gente, come i medici; altre con visibilità discreta, come il ciabattino (ormai, quasi una figura fiabesca, giacché imperano le sneakers); e poi se ne potrebbero citare ancora.

Tuttavia, il professore – in special modo quello di italiano – è per antonomasia ‘il prof’ che si ricorderà quando, tutti, si è incamminati nel fiume della propria esistenza.

Il colore delle ultime cose

I discorsi che sono nutriti con la parola ‘ultimo’, così come i titoli di opere letterarie, o le canzoni o semplici frasi, hanno tutti un alone color seppia. Somigliano a fotografie fuori tempo e, quindi, portatori di qualcosa di struggente. E cosa c’è di più struggente del ricordo di un prof che, per ragioni anagrafiche nostre e sue, rappresenta quella stagione che non potrà tornare più? ‘Ultimo’ è una parola che segnala il posto finale di qualcosa; ma, come in “Le ultime lezioni” di Montanaro, anche l’irripetibilità di un evento fondante come il passaggio dalla fanciullezza alla giovinezza.

La trama del libro

Jacopo ripercorre il suo passato di studente. Le lezioni di letteratura del professor Costantini. Quest’ultimo è il tipico paradigma di insegnante: tutto in lui concorre a individuarlo come docente; il modo di vestire; l’incedere nei corridoi del liceo e, ovviamente, la capacità di timbrare in maniera caratteristica la voce che usa durante le lezioni.

Insomma, non avrebbe potuto fare altro che il prof. Del resto, Jacopo al pari di altri studenti, aveva per lui affetto e una piccola venatura di sfiducia. Quando a Costantini muore la moglie, lui si ritira dall’insegnamento insieme alla figlia disabile, sull’isola di Sant’Erasmo. L’anziano insegnante e il ragazzo si rivedranno di nuovo in occasione di una doppia impasse del secondo: la rottura sentimentale con Alice, e la conseguente depressione che non gli fa organizzare la tesi di laurea. Così, il professore sarà ancora una volta, la stella polare da seguire e ringraziare.