Dal 5 aprile 2019 è disponibile sulle migliori piattaforme streaming e in digital download il nuovo singolo Buonamore che segna l'avvio del nuovo progetto artistico di Hugolini. Il cantautore e musicista fiorentino classe 1982 alias Lorenzo Ugolini stupisce con sonorità che rimandano agli splendenti anni '80 e caratterizzate dall'elettronica e dal pop vivace e coinvolgente. Musica positiva ma riflessiva e intima o "pop elettronico e tropicale" come lui stesso definisce.

Abbiamo avuto l'occasione di intervistare lo stesso artista che ci ha svelato in anteprima tante curiosità sui prossimi inediti, sui progetti che lo attendono e sulla sua musica in occasione appunto dell'uscita del singolo Buonamore.

L'intervista

Come ti descriveresti a chi ancora non ti conosce?

Come un cantautore, anzi uno scrittore di canzoni che poi "se le suona e se le canta", che fa musica italiana e in particolare pop elettronico tropicale. Questo è un modo scherzoso per definire il mio genere musicale che fonda le sue radici assolutamente nel pop ma anche nei ritmi più caldi dell'America del Sud come la Samba.

Elettronica, voce e parole significative, sonorità anni '80: questi i tratti significativi della tua musica. Una scelta o un connubio naturale?

Si, io ho cercato, come se le canzoni fossero una valigia, di metterci tutte le cose che a me piacciono: il mio primo disco ne è la prova, è molto eterogeneo, ogni canzone ha un po' una sua identità. Tipo Semaforo, il mio vecchio singolo che ho realizzato con una band sudamericana, brasiliana, poi nel mio background artistico ci sono anche un pezzo più swing, l'altro più anni '80, ecc. Diciamo che io gioco con i generi musicali e ne faccio un uso scherzoso ma rispettoso per poter arrangiare al meglio le mie canzoni, anche perché arrangiandole tutte nello stesso modo un po' mi annoio e quindi anche da ascoltatore onnivoro di musica mi piace spaziare.

Cercando di 'catalogare' il mio genere per ragioni di riconoscibilità ho deciso di definirlo con questi 3 aggettivi, ossia pop elettronica tropicale.

La tua visione e produzione è molto poliedrica e pure personale, ma anche rischiosa discograficamente parlando.

Oggi, in un mondo inscatolato e imbrigliato in politiche un po' di facciata, la musica indipendente, che io in primis ascolto e mi piace, è però un po' troppo 'inscatolata' in cliché abbastanza predefiniti.

Io per esempio non riesco a stare troppo impantanato in quelle cose allora preferisco trovare una via alternativa ma molto sincera, vera, che è quella del divertimento e anche dell'eterogeneità musicale. Ci sono però anche tanti cantautori bravi in Italia, in primis Daniele Silvestri, secondo me uno dei più bravi e a lui mi sono avvicinato da ascoltatore riconoscendo anche in lui questa mia caratteristica.

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Ossia il fatto che lui sappia giocare con la musica, può scrivere infatti una canzone impegnata ma pure una leggera senza perdere di credibilità, può giocare con un genere musicale senza sentirsi il portavoce di quel genere e io, nel mio piccolo, provo a fare altrettanto. Anche io gioco con gli stili ma dando sempre una visione personale e intima ai testi, quindi un filo conduttore c'è e credo che ogni ascoltatore riesca a trovarlo nella mia produzione artistica, credo che la via più funzionale sia quella della sincerità.

Cosa manca secondo te alla scena musicale italiana attuale?

Credo proprio questo, ossia, pur essendo ascoltatore e 'follower' della scena indipendente italiana, credo che in questo momento manchi un po' di diversità e un po' di sperimentazione. La musica che in questo momento sta funzionando ha dei cliché e dei paletti abbastanza serrati, diciamo così, a me piacciono anche i Cosmo, Calcutta, The Giornalisti ed Ex Otago, ma avrei bisogno di tanti altri generi sia in veste di ascoltatore che di scrittore di canzoni. Qualche anno fa la scena era molto più variegata, c'era del rock ed ora è sparito, poi si canta solo in italiano quando prima si cantava quasi esclusivamente in inglese e la world music è totalmente estinta.

Per world music, che i giovani non hanno minimamente idea di cosa sia, si intende la musica che arriva dai popoli fondamentalmente, quindi la musica dell'Africa, quella del Sud America, che affonda le radici nel folklore ma poi che si evolve in modo assolutamente contemporaneo.

Un consiglio che tu daresti agli ascoltatori?

Essere curiosi, avere voglia di mettere un piede fuori dal seminato delle proposte che ci vengono fatte: c'è tanta altra musica che si può provare ad ascoltare.

Il singolo Buonamore

Buonamore che cos'è per te?

Buonamore si chiama così non per omaggiare Eros Ramazzotti, che ho scoperto grazie a te che ha fatto una canzone dallo stesso titolo, ma a causa di un errore di battitura: volevo scrivere Buonumore ed è uscito Buonamore.

Uno errore che mi è piaciuto così tanto che poi l'ho lasciato e appunto perché aveva un senso l'ho tenuto. Il testo parla di una sensazione imprevista e che non spaventosa ma destabilizza, di una sensazione di buonumore di una persona che si sveglia una mattina e senza capire perché è allegro e contento. Questa situazione, questa sensazione, nonostante sia positiva è assolutamente spiazzante e il protagonista, mentre cerca di capire cosa gli stia succedendo, piano piano si abitua a questa bella sensazione e alla fine non vuole più che se ne vada. Ho avuto un po' voglia di andare controcorrente alla scena attuale, ossia di aggiungere degli ingredienti di positività che in un momento storico e un po' dominato dall'incertezza e dall'inquietudine sono strani da trovare in una canzone.

Il mio comunque non è un 'ottimismo cieco' e il protagonista del brano sa benissimo che il Buonamore può essere fragile e da qui nasce anche l'irrequietezza del sapere che potrebbe finire.

Il tuo buonumore o Buonamore l'hai trovato?

Si assolutamente, sennò non avrei potuto scrivere questa canzone, io poi sono tendente all'ottimismo assoluto.

C'è una ricetta del buonumore o Buonamore?

La ricetta del Buonamore è riuscire ad amare le cose che ti stanno intorno. Non è però una pietanza facile da cucina: spesso, come accade nel film La Vita è Meravigliosa, capiamo l'attaccamento che abbiamo per le nostre piccole cose solo quando temiamo di perderle.

Il 2019 sarà il tuo anno soprattutto perché uscirai con una serie di inediti, Buonamore è il primo di questi, cosa dobbiamo aspettarci?

Dovete aspettarvi delle canzoni che mi raccontano e che descrivono la mia vita, che mi fanno continuare a giocare con la musica e mi permettono di collaborare con tanti artisti che stimo. La prossima canzone che uscirà per esempio, si chiama 'Delay' che è un altro gioco di parole: si legge 'dilei' quindi riferito ad una donna, ma in inglese dilay significa ritardo. La canterò insieme ad un rapper americano che si chiama Dre Love che è stato anche nella crew i Messaggeri della Dopa, di cui faceva parte anche Neffa, insieme gireremo anche il prossimo video che non vedo l'ora di pubblicare online.

Ci saranno poi tanti concerti in tutta l'estate, partiremo a maggio con le date da vedere sui miei social e pagine web e non mancheranno i DJ set perché io faccio anche questo. Sono sempre uscito con dei dischi però in questo momento storico credo che questo sia il modo più efficace per veicolare la propria musica, cioè far uscire una traccia alla volta, magari con un video in modalità ravvicinata, così da porre l'attenzione su poche cose ma buone anziché disperderle. Magari prima o poi farò un altro disco, però quest'anno ho deciso di fare in questo modo.

Puoi darci qualche altra anticipazione inedita?

Uscirà un altro pezzo che si chiama 'Avere poche cose in comune' e nasce dalla mia passione per Daniele Silvestri, lui scrisse 'Le cose che abbiamo in comune' e invece io, visto che sono sempre a bisticciare con la mia compagna, anche se c'è un sodalizio importante tra di noi, ho deciso di dedicarle questa versione personale. Credo che appunto sarà facile impersonificarsi nel testo e nelle differenze tra partner che cito.

Perché ascoltare Buonamore e iniziare ad ascoltare anche Hugolini?

Ascoltare me credo possa essere molto interessante, ascoltare dei testi un po' strampalati, creativi, un po' surreali, giocosi ma intimi allo stesso tempo può aiutare forse a trovare il proprio Buonamore.

Chi ascolta me è appassionato e curioso, gli piace giocare con la musica e provare a fare mezzo passo fuori da quello che in questo momento la scena musicale sta proponendo, ma nemmeno più di tanto.

Citando atmosfere surreali parliamo del video di Buonamore che uscirà il 12 aprile, una settimana dopo il singolo.

Sarà come una storia di fantascienza con due astronauti che arrivano per sbaglio anziché su Marte in Toscana, sarà garzassimo e anche questo non vedo l'ora di pubblicarlo.

Ringrazio naturalmente Lorenzo in Arte Hugolini e vi consiglio di immergervi nelle sue atmosfere scanzonate e surreali così da provare a trovare il Vostro personale Buonamore cullati anche dal suo simpatico accento toscano e dal suo ottimismo contagioso.

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